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Nicolò Barella, il gesto prima di uscire dal campo: come umilia il Como

di Lorenzo Pastuglia lunedì 13 aprile 2026

2' di lettura

Un finale ad alta tensione, con il rigore che si è procurato Nico Paz e i fischi all’uscita di Nicolò Barella, che di risposta ha replicato con un gesto che provocato il pubblico del Sinigaglia. Un’uscita dal campo non passata inosservata, la sua, avvenuta al minuto 77 quando l’ex Cagliari ha lasciato il terreno di gioco, sostituito da Henrikh Mkhitaryan, dopo una prestazione di alto livello. Ma ad accompagnarlo non ci sono applausi, bensì una pioggia di fischi provenienti dagli spalti.

Un’accoglienza tutt’altro che morbida da parte di un tifo che in precedenza aveva già preso di mira in precedenza anche Alessandro Bastoni, bersagliato all’intervallo. Un clima teso, che si inserisce in una partita già ricca di episodi e nervosismo. Barella, però, non è rimasto indifferente. Mentre si è diretto verso la panchina, ha risposto a modo suo: alzando la mano e mostrando quattro dita verso il pubblico, un riferimento diretto al punteggio in quel momento, 4-2 per l’Inter. Un po’ come fece Francesco Totti nel match vinto per 4-0 all’Olimpico contro la Juventus, quando l’allora capitano giallorosso dedicò quel polemico gesto al difensore bianconero Igor Tudor

È l’immagine insomma di una squadra consapevole della propria forza, ma anche chiamata a gestire pressioni e contesti complicati, soprattutto in trasferta. Da un lato c’è il rassicurante vantaggio in classifica su Napoli e Milan, dall’altro partite cariche di significati, dentro e fuori dal campo. E proprio nel post gara, lo stesso Barella ha voluto riportare l’attenzione sulla prestazione e sulla crescita della squadra, senza alimentare ulteriori polemiche: "Potevamo vincere con meno tensione, ma il Como è una grande squadra e gioca un gran calcio — le sue parole a Dazn — Noi abbiamo giocato bene e abbiamo tirato fuori qualcosa che non avevamo nel secondo tempo, a dimostrazione che questa è una squadra forte che vuole ancora vincere, anche se non è ancora finito nulla”.

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