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Figc, Giovanni Malagò candidato alla presidenza: con lui 18 club su 20

lunedì 13 aprile 2026

3' di lettura

La presidenza della Figc sarà una partita a due tra Giovanni Malagò e Giancarlo Abete. La Lega Calcio Serie A ha deciso che sarà Malagò, ex presidente del Coni e attuale numero uno della Fondazione Milano-Cortina 2026, il proprio candidato per il posto lasciato libero da Gabriele Gravina, dimessosi "a furor di  popolo" all'indomani della sconfitta della Nazionale di Gattuso ai rigori in Bosnia che ha decretato la terza mancata qualificazione di fila ai Mondiali degli azzurri. 

Il termine ultimo per presentare candidati è il 13 maggio, mentre le elezioni si svolgeranno il 22 giugno. Con Malagò ci sono 18 dei 20 club di Serie A. Contro la sua candidatura solo la Lazio del presidente Claudio Lotito, senatore di Forza Italia, e il Verona.

"Diciotto club su venti hanno sottoscritto la candidatura di Giovanni Malagò, che da questo momento rispetta il requisito dell'articolo 6,2 del regolamento elettorale della Figc, consistente nell'aver raggiunto l'accredito della candidatura - è l'annuncio del presidnte della Lega Calcio Serie A Ezio Simonelli a margine dell'Assemblea di Lega -. Il 22 giugno le 20 società avranno diritto di sottoscrivere un modulo federale per accreditare un candidato". "Le due società mancanti, Lazio e Verona, non lo hanno fatto certo per mancanza di fiducia nella figura di Malagò, che credo tutti riconoscano come una delle persone più autorevoli nel mondo dello sport e di grande riferimento per tutti. Ne hanno fatto una questione di metodo ritenendo che prima si dovesse discutere dei programmi e poi individuare la persona per portali avanti. Diciamo che 18 società su 20 hanno pensato che, qualunque fosse il programma, Malagò sarebbe in grado di portarlo avanti per la sua statura e per il suo livello. A questo punto la palla è in mano a lui, dovrà fare le sue verifiche e poi formalizzare la sua candidatura".

Nei prossimo giorni Simonelli incontrerà Malagò: "Gli faccio tutti i migliori auguri per il successo della competizione elettorale, lo abbiamo invitato qui in sede lunedì 20 aprile per illustrargli i programmi che abbiamo già tracciato. Una ventina di punti che le società in questi giorni poi integreranno e amplieranno. Lo integreremo con quelle che saranno le sue idee, perché il programma deve essere anche il suo. Poi, in seguito a questi incontri e alle verifiche che Malagò andrà a fare con le altre componenti, scioglierà la riserva e depositerà la sua candidatura".

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"Malagò candidato della Serie A come presidente della Figc? Per me Malagò ha l'esperienza, dopo aver guidato il Coni per molto tempo, di fare il presidente della Figc nel migliore dei modi", è la prima parziale investitura di Fabio Capello, ex mister di Milan, Roma, Juventus e Real Madrid nonché ex ct dell'Inghilterra. 

Contro l'ex presidente del Comitato olimpico, come detto, ci sarà con ogni probabilità un altro vecchio protagonista del mondo sportivo italiano, Giancarlo Abete, attualmente presidente della Lega Nazionale Dilettanti: "Chiederò al Consiglio direttivo della Lega nazionale dilettanti di investirmi delle stesse titolarità di cui è stato investito il presidente Malagò da parte delle società di Serie A, cioè di poter - attraverso una condivisione della candidatura - presentarmi seguendo la logica di discutere prima i contenuti e poi vedere quale è il punto di caduta sui nomi".

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"Pensavo sarebbe stato più opportuno un percorso diverso, leggere e valutare il documento Gravina, capire quali tipi di responsabilità ogni componente prendeva nei confronti della Federazione, avere un programma condiviso e poi individuare la persona giusta - ha sottolineato Abete -. C'è stata questa accelerazione con l'investitura di Malagò; se l'impostazione è questa noi seguiremo la stessa. Ho già convocato gli organi direttivi, chiederò il via libera per poter dare la disponibilità. Il mio invito è che la stessa cosa facciano le componenti tecniche e le altre leghe. Perché abbiamo necessità di avere il contributo di tutte le componenti. Ben vengano altre proposte perché l'obiettivo è di confluire in un programma condiviso e di un'unica candidatura. In questo caso non c'è da parte mia nessuna volontà di essere il candidato condiviso da tutti. Chi riterrà si giocherà la sua partita in sede elettorale". 

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