Una vittoria convincente contro Otto Virtanen, al via del torneo di Barcellona, dopo la delusione per il k.o. in finale a Montecarlo contro Jannik Sinner. È partito bene Carlos Alcaraz, al via del torneo Atp 500 di Barcellona, facendolo con una vittoria contro il finlandese ed essendo ora pronto al match contro il ceco Tomas Machac. Intanto, tra campo e conferenza stampa, il numero due del mondo ha mostrato un lato molto umano, parlando apertamente sia delle condizioni fisiche sia delle difficoltà mentali legate alla pressione.
Durante il match d’esordio contro Virtanen, lo spagnolo ha dovuto ricorrere a un medical time out per un fastidio al polso e all’avambraccio. Nulla di nuovo, però, come ha spiegato lui stesso: "ha già avuto in passato e non è mai sfociato in nulla di grave". Una situazione da monitorare, ma che non sembra preoccupare più di tanto nel breve periodo. Molto più delicato, invece, il tema legato alla gestione emotiva, soprattutto fuori dal campo: “Sono una persona che forse guarda i social più del dovuto e sono una persona che si lascia influenzare dalle cose”.
Per questo i commenti negativi possono incidere anche sulla fiducia: "Credo che tutti siamo umani e alla fine certi commenti ti fanno dubitare un po' di ciò di cui sei capace — ha detto — In certe sconfitte, in certi momenti, alla fine alcuni commenti ti fanno pensare se sei abbastanza bravo o no: questo è successo anche a me”.
Così, il supporto delle persone più vicine diventa fondamentale: "In quei casi devi avere le persone giuste intorno a te — ha concluso — Io, grazie a Dio, ho la mia famiglia, ho un team meraviglioso che mi sostiene sempre quando ne ho bisogno, sono loro a tirarmi su, soprattutto nei momenti difficili". Una sincerità che racconta la fragilità dietro il talento.