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Jannik Sinner "si è inceppato": cosa sa Vincenzo Santopadre

di Lorenzo Pastugliamercoledì 3 giugno 2026
Jannik Sinner "si è inceppato": cosa sa Vincenzo Santopadre

2' di lettura

Jannik Sinner si è fermato prima del previsto, ma per Vincenzo Santopadre sarebbe un errore leggere il Roland Garros come una delusione per il tennis italiano. Anzi, l’ex allenatore di Matteo Berrettini vede nell’eliminazione del numero uno azzurro soltanto una parentesi all’interno di un movimento che continua a produrre risultati di altissimo livello: “Jannik si è solo inceppato momentaneamente — spiega ai microfoni di Radio1 Sport — Quello che sta succedendo a Parigi dimostra invece che il tennis italiano è vivo come non mai”.

A sostegno della sua tesi ci sono i risultati. Con Sinner fuori dai giochi e Lorenzo Musetti assente, l’Italia è riuscita comunque a portare tre giocatori ai quarti di finale dello Slam francese: Matteo Berrettini, Flavio Cobolli e Matteo Arnaldi. Un dato che, secondo Santopadre, racconta la profondità raggiunta dal movimento azzurro: “Lo avevamo già visto con la Coppa Davis — sottolinea —L’abbiamo vinta senza Sinner e Musetti e adesso, anche a Parigi, stiamo dimostrando di avere tante risorse. Vedere tre italiani nei quarti è qualcosa di eccezionale”.

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Tra i protagonisti del torneo, quello che lo ha sorpreso maggiormente è Arnaldi: “Un mese fa faticava nei Challenger, poi ha vinto a Cagliari e da lì ha cambiato completamente marcia. Ha invertito la rotta in pochissimo tempo”. Un discorso a parte riguarda Berrettini, che Santopadre conosce meglio di chiunque altro. Per l’allenatore, la svolta del romano è arrivata soprattutto sul piano mentale: “È scattato un clic dopo il primo turno. Da quel momento Matteo è cambiato”.

I segnali sono quelli che riconosce da anni. “Capisco quando è sereno, quando si diverte e quando sta bene con se stesso. È tornato a esserlo dopo il match con Fucsovics”. Pur vedendo una crescita evidente, Santopadre ritiene che il romano non abbia ancora raggiunto il suo massimo livello: “Rispetto al Berrettini del 2021, quello della finale di Wimbledon, oggi è al 71%”. Parole importanti infine anche per Flavio Cobolli, impegnato contro il canadese Felix Auger-Aliassime: “Fino all’ottavo con Svajda aveva vinto abbastanza facilmente le sue partite — conclude — Quei momenti complicati gli serviranno contro Auger-Aliassime, che è di un’altra categoria rispetto agli avversari affrontati finora”.

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