Le prime critiche al Brasile di Carlo Ancelotti sono arrivate subito dopo il pareggio contro il Marocco nella gara d'esordio ai Mondiali. Una prestazione sottotono della Seleção che ha alimentato dubbi e discussioni, spingendo gli opinionisti di Fox Sports a interrogarsi su come possa aver reagito il tecnico italiano nello spogliatoio dopo il fischio finale. A rispondere è stato uno che Ancelotti lo conosce bene: Zlatan Ibrahimovic. L'ex attaccante svedese, oggi dirigente del Milan e commentatore televisivo durante il Mondiale, ha raccontato un episodio risalente all'unica stagione trascorsa insieme al tecnico emiliano, nel 2012-2013, al Paris Saint-Germain.
Nel corso della trasmissione, Ibra ha spiegato che dietro l'immagine del tecnico sempre sorridente e pacato esiste anche un lato meno conosciuto: "Mi ricordo una partita in cui non era per niente contento della squadra — ha raccontato — Ero seduto nello spogliatoio e lui diede un calcio a una cassetta che mi colpì in fronte. Rimasi sorpreso, perché nessuno mi aveva mai fatto una cosa del genere. Ma Carlo l'ha fatto”.
L'aneddoto ha scatenato le risate e lo stupore degli altri ospiti in studio, compreso Thierry Henry, che ha provato a scherzare sull'accaduto. Lo svedese, però, ha proseguito il racconto sottolineando come proprio quella capacità di alternare calma e fermezza sia una delle qualità che più apprezza dell'allenatore italiano: "Anche lui ha il suo lato oscuro, ed è una cosa che mi piace, perché è quella la scintilla. Riesce a controllarlo, lo gestisce e poi lo lascia andare”.
Nonostante l'episodio, il rapporto tra i due è sempre rimasto ottimo. Lo stesso Zlatan ha concluso con una battuta: "Credo che volesse fare di me un esempio, forse per insegnarmi a colpire di testa e segnare — ha concluso il dirigente rossonero — Magari durante quella partita avevo sbagliato un colpo di testa, non lo so, qualcosa del genere”. Riassumendola con una battuta, l’ex giocatore di Milan e Psg ha evidenziato il carattere di Ancelotti: una persona buona ma pronta ad arrabbiarsi quando c’è da esserlo.