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Chiara Pellacani: "Mi sento una leader italiana"

di Carlo Galatisabato 8 agosto 2026
Chiara Pellacani: "Mi sento una leader italiana"

4' di lettura

Chiara Pellacani è la regina dell’estate italiana. Cinque gare, cinque ori agli Europei di Parigi, un en plein che l’ha proiettata nella storia dei tuffi continentali. A 23 anni l’azzurra ha trasformato in trionfo la stessa città che due anni fa, ai Giochi, le aveva lasciato l’amarezza di due quarti posti. Stavolta Parigi le ha restituito tutto, con gli interessi.

Chiara, un solo aggettivo per descrivere quello che è successo a Parigi?
«Soddisfazione. È la parola che racchiude meglio tutto, perché dietro questi risultati c’è tantissimo lavoro».

Cinque ori erano un sogno o eri arrivata agli Europei pensando davvero di poterli vincere?
«All’inizio era un sogno. Poi, durante la preparazione, ci siamo resi conto che poteva diventare qualcosa di possibile e abbiamo deciso di trasformarlo in un obiettivo concreto. Quando sono arrivata a Parigi sapevo che avrei provato a vincere tutte le gare. Tra dirlo e riuscire a farlo, però, c’è una bella differenza».

Tra i cinque ori ce n’è uno che senti più tuo?
«Sono tutti importantissimi, ma il titolo individuale dai tre metri rimane quello più speciale. È una gara olimpica, è la mia gara. Inevitabilmente è quella che resta più nel cuore».

E il tuffo che ricorderai più di tutti?
«Probabilmente l’ultimo, quello nel sincro insieme a Elisa Pizzini. Era il doppio e mezzo ritornato carpiato ed era davvero l’ultimo tuffo di tutto il mio Europeo. Ho provato tante sensazioni insieme: la gioia per il quinto oro, la soddisfazione per aver completato il percorso, ma anche un grande respiro di sollievo. Ho pensato: ce l’abbiamo fatta, è finita ed è andata come speravamo».

Quando sali sul trampolino esiste ancora la paura?
«No, la paura non è nei miei pensieri. Prima della gara c’è un po’ di ansia, ma quando salgo sul trampolino mi concentro soltanto su me stessa e su quello che devo fare».

Come può nascere allora un errore?
«La parte mentale è fondamentale. Devi riuscire a non far entrare pensieri negativi. Se arriva un dubbio può nascere una brutta sensazione ed è quasi come se per un attimo il cervello andasse in tilt».

Ti senti ormai una leader anche dello sport italiano?
«Sì, e mi fa davvero tanto piacere. Essere considerata un punto di riferimento è un onore ma anche una responsabilità».

Tuo padre è un giornalista sportivo, Paolo Pellacani di La7. È capitato che debba intervistarti subito dopo le gare. Che effetto fa?
«Mi fa sempre un po’ ridere. Finisco una gara e capita di trovare papà pronto a intervistarmi. Però è anche bellissimo avere davanti un viso familiare. Successe alle Olimpiadi di Parigi dopo il quarto posto: fu un momento difficile. Qualche lacrima uscì da entrambe le parti, ma fu bello poterlo avere vicino».

A proposito di Parigi: possiamo chiamarla rivincita?
«Sì, assolutamente. Una rivincita e direi anche con gli interessi. Tornare qui dopo quello che avevo vissuto due anni fa e fare un Europeo del genere è stato speciale».

Che cosa diresti oggi alla Chiara che lasciò Parigi con due quarti posti?
«Le direi che è cresciuta tanto. Due anni sembrano pochi, ma ho imparato tantissime cose, anche grazie a quei quarti posti. Le direi di essere orgogliosa del percorso che sta facendo e di fidarsi di quello che sta costruendo».

Dopo questi Europei come guardi ai Mondiali e a Los Angeles 2028?
«Voglio riuscire a portare questo livello a livello mondiale. Poi ci sarà la qualificazione olimpica e, più avanti, i Giochi. Los Angeles è lontana, ma continuerò a lavorare per quello». I tuffi hanno meno visibilità rispetto a calcio o tennis.

Vorreste più riflettori?
«Sicuramente sì. Questi Europei ci hanno fatto piacere perché senti il sostegno delle persone e ripaga ancora di più tutto il lavoro che c’è dietro. I tuffi sono uno sport bellissimo e meriterebbero più attenzione».

Tania Cagnotto ti ha scritto?
«Sì, mi ha scritto delle cose molto belle. Mi ha fatto davvero piacere, perché Tania rappresenta tantissimo per il nostro sport».

Prima eri una campionessa. Dopo cinque ori possiamo definirti una fuoriclasse?
«Dai, forse dopo questo Europeo possiamo dirlo».

Cinque gare, cinque ori: ti rendi davvero conto di quello che hai fatto?
«Secondo me ancora no. Sono stata talmente dentro la bolla delle gare che devo ancora uscirne. Ogni giorno pensavo alla gara successiva e non ho avuto il tempo di fermarmi e realizzare tutto. Nei prossimi giorni, quando potrò rilassarmi e ripensare con calma a quello che è successo, credo che inizierò a capire davvero quello che ho fatto».

Adesso finalmente vacanza. E fuori dal trampolino come si rilassa Chiara Pellacani?
«Nella mia famiglia abbiamo una grande passione per film e serie. Quando sono a casa a Roma mi piace, dopo cena, mettermi sul divano con la mia famiglia e guardare tutti insieme qualcosa. Mi piace anche molto andare al cinema».

E in un’estate vissuta quasi sempre sul trampolino qualcosa è rimasto indietro. L’Odissea, per esempio, Chiara non è ancora riuscita a vederla: «Non ho avuto tempo, ma devo assolutamente andarci». Adesso potrà finalmente farlo. La sua Odissea parigina si è già conclusa nel migliore dei modi: con il ritorno a casa di una regina.