La ministra spagnola Sira Rego attacca Giorgia Meloni sulla gestione della crisi di Ceuta, ma il suo racconto su Repubblica fa acqua da tutte le parti. Secondo l’esponente di Sumar, la decisione italiana di mantenere i controlli alla frontiera sarebbe un tentativo di "infrangere le regole comuni" e di riportare in Europa "la politica dei muri". Una lettura che però non considera la posizione italiana: Roma rivendica infatti la legittimità della propria scelta e respinge l’idea che si tratti di un atto contro le regole europee.
Rego definisce la misura italiana "ridicola e irresponsabile" e accusa Meloni di essere più interessata a "farsi fotografare con Trump" che agli interessi dell’Europa. Poi allarga il tiro, sostenendo che l’estrema destra internazionale sarebbe "perfettamente coordinata" e che Meloni, Abascal ed Elon Musk avrebbero utilizzato la crisi per "erodere i diritti".
Parole dure, che trasformano una questione concreta di sicurezza e gestione delle frontiere in un attacco politico al governo italiano. La ministra spagnola denuncia inoltre un modello europeo fondato sulla chiusura delle frontiere e chiede "vie legali e sicure" per i migranti. Intanto, a Ceuta, Rego riferisce di una situazione "molto difficile", con 1.342 minori identificati, compresi bambini sotto i 13 anni e ragazze non accompagnate. Resta però il punto politico centrale: la Spagna contesta la scelta italiana, mentre Roma difende il diritto di adottare misure di controllo ritenute necessarie, senza che questo significhi automaticamente "calpestare le regole" europee.




