Lasciare Riccardo Piatti sembrava una scommessa, separarsi da Panichi e Badio alla vigilia di Wimbledon quasi un azzardo. In entrambi i casi Jannik Sinner ha risposto vincendo, scommettendo sul suo futuro. Una convinzione che lo accompagna da quando era “solo” un ragazzo di talento. Adesso si prepara a un’altra svolta: come noto Darren Cahill, 61 anni, dovrebbe lasciare a fine stagione, per volontà dell’australiano di ritirarsi, e a raccoglierne l’eredità accanto a Simone Vagnozzi sarà Magnus Norman.
Il primo strappo è nel febbraio 2022. A vent’anni Sinner lascia Piatti, il maestro che lo aveva portato tra i primi dieci del mondo. Sceglie Vagnozzi e pochi mesi dopo gli affianca Cahill. All’inizio arrivano il titolo di Umago e tre quarti di finale Slam; nel 2023 la crescita accelera: primo Masters 1000 a Toronto, successi a Pechino e Vienna, finale alle Finals e Coppa Davis. Nel 2024 il salto definitivo, con Australian Open, US Open e primo posto mondiale.
Nell’estate 2024, dopo il caso Clostebol, Sinner saluta il preparatore atletico Ferrara e il fisioterapista Naldi. Poco dopo il trionfo agli US Open arrivano Marco Panichi e Ulises Badio, entrambi con un passato nello staff di Djokovic. Con loro Jannik conquista Shanghai, le Finals di Torino e, all’inizio del 2025, il secondo Australian Open consecutivo. Ancora una volta cambia la squadra, resta immutata la capacità di vincere.
A giugno 2025 un’altra separazione che sorprende il circuito: via Panichi e Badio alla vigilia di Wimbledon. Due settimane dopo Sinner alza il trofeo londinese, il primo della sua carriera, con Vagnozzi e Cahill, nessun preparatore atletico, nessun fisio nel team. A luglio richiama Ferrara, a settembre inserisce il fisioterapista Alejandro Resnicoff, ex fisio dell’Atp. Seguono i titoli di Pechino, Vienna, Parigi e le seconde Finals; nel 2026 arrivano 5 Masters 1000 consecutivi, compresa Roma, e un altro Wimbledon.
Il resto è storia recente, quella di una stagione finita troppo presto per un guaio al ginocchio. Ora toccherebbe a Norman, l’uomo dei tre Slam di Stan Wawrinka nell’epoca di Federer, Nadal e Djokovic. Lo svedese ha già dimostrato di saper trasformare un grande talento in un campione capace di battere i migliori lì dove contava. E conosce la terra rossa, avendo accompagnato anche Soderling a due finali del Roland Garros... proprio lo slam che manca a Sinner.