L’obiettivo era chiaro e dichiarato da tempo ma ora è stato ufficializzato: il tennis supera il calcio, lo sport della racchetta si mette alle spalle, con un sorpasso degno di Antonelli su Russell, il mondo del pallone. E proprio in queste settimane, mesi in cui Jannik Sinner è fermo ai box e ha dichiarato che rientrerà soltanto a dicembre, non in un torneo Atp ma nell’esibizione milionaria denominata Six Kings Cup (27-30 dicembre). Ovvero, nel periodo in cui il tennis italiano è privo del suo pifferaio magico che ha trascinato il suo sport e portato i vari Musetti, Cobolli, Darderi e compagnia cantante ad imitarlo. Ma in che senso sarebbe avvenuto questo sorpasso per il quale si crogiola (giustamente) Angelo Binaghi, il Re Mida del tennis oltre che presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel (Fitp)? Non tanto sulla base dei mondiali vinti: la Coppa Davis per il tennis e la Coppa Fifa per il calcio restano confronti opinabili perché troppo distanti sul piano sportivo e non paragonabili. Il tennis ha superato il pallone per il numero di praticanti. Lo ha suggerito un’inchiesta del Sole 24 Ore prendendo tutti i dati che si riferiscono al 2024, anno dell’esplosione definitiva di Sinner e della seconda vittoria in Coppa Davis della nazionale azzurra, numeri che sono stati resi noti in questi giorni.
Proprio quell’anno, e per il terzo consecutivo, il volume dei tesserati (delle federazioni sportive riconosciute dal Coni) è cresciuto e ha raggiunto il record storico di 6.069.891 (+7,7% tra il 2023 e il 2024): la Fitp è arrivata ad annoverare 1.162.477, il 20,2% del totale delle iscrizioni federali, contro 1.123.054 di atleti tesserati dalla Federcalcio (19,5%), mentre sono rimasti distanziati, e di molto, volley (359.797), basket (320.769) e atletica leggera (292.599). Il distacco certificato dal Coni tra le prime due Federazioni è limitato a circa 40 mila unità ma, nel 2025 la Fitp, è ulteriormente salita a 1.254.153 tesserati. Lo scorso anno, poi, per l’enorme successo ottenuto dalle Finals organizzate a Torino e gli Internazionali di Roma dove per la verità i biglietti costavano una follia facendo lievitare le entrate nelle casse della Fipt - il valore della produzione della Federtennis ha superato i 240 milioni, mentre quello della Figc si è attestato a 214 milioni, complice l’assenza di una grande competizione internazionale. Binaghi ha di che essere non felice ma estasiato da questa realtà da lui vagheggiata negli anni scorsi quando, con una punta di sincera arroganza, puntava proprio a minacciare il calcio.
I circoli affiliati alla Fitp hanno superato le 4mila unità, le scuole tennis e padel sono diventate più di 2.500, i tecnici hanno raggiunto quota 14mila e gli ufficiali di gara le 10mila unità. La stessa Federazione ha reso noto questi dati sottolineando come non sia stato soltanto Sinner a elevare il valore del prodotto tennis ma anche gli altri atleti italiani e le ragazze, con Jasmine Paolini in testa, a conquistare il cuore di tanto ragazzi che si avvicinano a questo sport. Un’esplosione di interesse simile, anzi ben superiore, a quella ottenuta da Adriano Panatta e dagli altri italiano negli anni ’70 quando il tennis venne uno sport popolare.
Sulla base di questi dati è arrivato un messaggio di complimenti a Binaghi e alla Federazione Italiana Tennis e Padel da parte del presidente del Coni, Luciano Buonfiglio: «Complimenti al presidente Binaghi e un in bocca al lupo a Sinner». Ora spetta al calcio rispondere e andare al difficile contrattacco.