“Sinner ci ha dato una lezione fermandosi, lui ha capito”. Giorgio Galimberti promuove la scelta di Jannik di non forzare i tempi del rientro, anche a costo di rinunciare a scendere in campo nell’immediato. L’ex azzurro di Coppa Davis, oggi allenatore e direttore della Galimberti Tennis Academy, ha parlato a Fanpage del momento del tennis italiano, soffermandosi sulla gestione degli infortuni, sulla crescita dei giovani e sull’importanza di saper aspettare: “Jannik non finisce mai di insegnare — le sue parole — Anche questa pazienza che ha nel rientrare è veramente da prendere come esempio per quei giocatori che invece hanno fretta e fanno più danni della grandine”.
E ancora: “Se devi rientrare per non essere al cento per cento, in un circuito dove già al cento per cento risulta difficile essere vincente, è un boomerang”. Per l’ex tennista, Sinner guarda oltre il singolo torneo: “Secondo me nella sua testa ha solo il numero uno del mondo. Però giustamente deve dare la priorità alla fase di recupero e rientrare quando è certo di non avere ulteriori ripercussioni negative a causa della fretta”. Una mentalità che, secondo Galimberti, ha già cambiato il modo di prepararsi dei colleghi: “Lui ha insegnato tanto, a essere meticolosi, a dare delle priorità che a volte non si danno — ha sottolineato — Sinner è pieno di insegnamenti e ha cambiato il mondo del tennis, l’approccio all’allenamento, alla programmazione e quant’altro, non solo per gli italiani ma anche per gli stranieri”.
Nel bilancio sul movimento azzurro, Galimberti ha riconosciuto il peso del campione, ma ha ricordato il lavoro costruito negli anni dalla Federazione: “È ovvio che Sinner è una ciliegina sulla torta che poteva arrivare come non arrivare”. E sull’effetto mediatico del numero uno: “Di Jannik abbiamo bisogno perché comunque oggi è lui il simbolo del tennis. Speriamo che ne arrivino altri”. Infine, il ricordo commosso di Elena Pero, storica voce del tennis scomparsa: “Devo dire grazie a Elena Pero”. Galimberti ha definito il lavoro al suo fianco a Sky “un'esperienza stimolante, formativa”, elogiandone professionalità, memoria e competenza tecnica. “Credo che le telecronache italiane siano anche a certi livelli molto alti, anche grazie e soprattutto a Elena Pero”.