Roma, 13 feb. (askanews) - Esce oggi su tutte le piattaforme digitali e in rotazione radiofonica "Treni persi", il nuovo brano di Gabriele Lopez pubblicato dall'etichetta Maqueta Records. Una canzone intima e profonda, concepita come una lettera aperta dedicata a un padre che non c'è più, un dialogo sospeso tra riflessioni, bilanci e il peso di quei rimpianti che il tempo non riesce a cancellare.
Il brano nasce dalla collaborazione artistica con Antonio Marcucci (chitarrista dei Tiromancino), che ne ha curato la produzione e gli arrangiamenti presso l'Amper Studio.
Il risultato è una canzone in cui la chitarra acustica e la voce di Lopez si intrecciano a trame elettriche e ritmiche curate da Marcucci, creando un'atmosfera sonora densa di significato.
"Treni persi" gioca su suggestioni visive e metaforiche. Il testo esplora il concetto di maree: eventi dirompenti e ingombranti che, una volta ritirati, lasciano segni indelebili e sedimenti nell'anima. La perdita diventa così una sorta di disorientamento spaziale, in cui la figura paterna appare irraggiungibile come un pianeta lontano o una stella persa negli spazi siderali, lasciando chi resta a misurarsi con un senso di vuoto incolmabile.
"È una riflessione su tutto ciò che resta quando l'acqua si ritira - racconta Gabriele Lopez - In questo brano ho cercato di raccontare quel momento in cui ti guardi allo specchio e, nella tua immagine riflessa, ritrovi improvvisamente i lineamenti o i gesti di chi ti ha messo al mondo".
Ad accompagnare il brano, un videoclip girato dalla regista Eleonora Maggioni. La narrazione visiva si sofferma su una serie di oggetti simbolici che richiamano legami profondi: libri, un vecchio quaderno, un'armonica a bocca, abiti appesi che conservano ancora una forma. Ogni elemento diventa un ponte tra il reale e l'immaginario, un tentativo di dare sostanza a un ricordo che rischia di svanire.
Scelto come primo singolo del nuovo album di prossima uscita dal titolo "Disturbata mente", "Treni persi" rappresenta per Gabriele Lopez un ponte personale con le proprie radici. Il brano è dedicato alla memoria del padre, il noto attore e doppiatore Giorgio Lopez, scomparso nel 2021 e amato dal grande pubblico per aver prestato la voce a icone come Dustin Hoffman, Danny DeVito e John Cleese. Un'eredità artistica e umana che rivive in ogni nota di questa lettera aperta.



