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Etruschi e Veneti, l'acqua come culto a Palazzo Ducale a Venezia

di TMNewsgiovedì 5 marzo 2026
2' di lettura

Venezia, 5 mar. (askanews) - Due importanti civiltà dell'Italia preromana unite dal raconto della loro relazione con l'acqua come elemento centrale dello sviluppo e dei commerci, ma anche, e soprattutto, oggetto di culto e di devozione. La mostra "Etruschi e Veneti - Acqua, culti e santuari" apre al pubblico a Palazzo Ducale a Venezia, luogo più che mai adatto a rappresentare la relazione tra l'uomo e lo spazio acquatico, tra una grande civiltà e il suo mare.

"È un bel momento - ha detto ad askanews Mariacristina Gribaudi, presidente della Fondazione MUVE - per rappresentare la cultura veneta, un bel momento per raccontare questa relazione importante tra gli Etruschi e i Veneti. Pensate che in questa mostra ci sono oltre 700 reperti storici di cui 300 vengono proprio dal Veneto. Quindi abbiamo voluto fortemente raccontare quali erano le culture dell'epoca tra gli scambi che loro facevano a livello culturale, ma anche a livello di informazioni e di formazione reciproca e quindi di inclusione tra i due popoli".

Simbolicamente la mostra, realizzata in collaborazione con la Fondazione Luigi Rovati di Milano, che in autunno ne ospiterà un secondo capitolo, si apre con la meravigliosa testa di Leucotea del santuario di Pyrgi, che proviene dal Museo nazionale etrusco di Villa Giulia: un volto che porta ancora in sé la forza del confronto diretto con il divino, ma anche l'inafferrabilità tipica delle acque, mai dome. Il percorso poi prosegue muovendosi tra l'Etruria e i santuari veneti, come Este o Altino e traccia un cammino che è storico-archeologico, ma anche emotivo.

"Sono delle memorie - ha aggiunto Chiara Squarcina, direttrice scientifica della Fondazione MUVE e co-curatrice della mostra con Margherita Tirelli - la nostra memoria di un passato che ci dice molto, ci può raccontare molto e ci può insegnare davvero cose incredibili. Ci sono dei ritrovamenti in cui proprio narrano questa devozione, perché il culto dell'acqua non è altro che il culto della dea Leucotea e altre divinità che sono dei punti di riferimento proprio di questi culti, di questi luoghi che erano santuari ma non erano solo luoghi dove si pregava, dove si chiedeva, erano anche luoghi di incontro di inclusione sociale".

Alla inaugurazione della mostra ha preso parte anche il ministro della Cultura Alessandro Giuli e il MIC ha patrocinato il progetto.

L'esposizione a Palazzo Ducale, con tutte le suggestioni e anche un'appendice contemporanea rappresentata da un arazzo-installazione realizzato dalla Fondazione Bonotto - resta aperta al pubblico fino al 29 settembre.