Milano, 8 apr. (askanews) - A un'ora dalla scadenza dell'ultimatum di Donald Trump, Stati Uniti e Iran hanno concordato nella notte una tregua di due settimane. Il presidente americano ha annunciato su Truth Social la sospensione dei bombardamenti, legandola alla riapertura "completa, immediata e sicura" dello Stretto di Hormuz. Teheran ha accettato il cessate il fuoco temporaneo e da venerdì sono previsti colloqui a Islamabad per provare a consolidare l'intesa. La reazione dei mercati è stata immediata: borse in forte rialzo in Asia e in Europa, petrolio in netto calo dopo giorni di tensione.
Poche ore prima dell'annuncio della tregua, Papa Leone XIV aveva definito "non accettabile" la minaccia contro l'intero popolo iraniano e aveva richiamato la dimensione morale della crisi. "Oggi, come tutti sappiamo - ha detto ieri il Papa - c'è stata anche questa minaccia contro tutto il popolo iraniano e questo veramente non è accettabile. Qui ci sono questioni certamente di diritto internazionale, ma molto di più una questione morale per il bene del popolo completo, intero".
L'intesa, però, resta fragile. Teheran la presenta come una vittoria e affida alla tv di Stato un messaggio di fermezza, chiarendo che la pausa dei combattimenti non significa affatto abbassare la guardia: "Le nostre mani sono sul grilletto, e il minimo errore del nemico sarà affrontato con tutta la forza".
Intanto Israele ha fatto sapere di sostenere la pausa dei raid sull'Iran, ma ha chiarito che il cessate il fuoco non si applica al Libano, escluso dal perimetro dell'accordo. Negli Stati Uniti, tra i manifestanti scesi in piazza dopo l'annuncio della tregua, prevalgono sollievo e diffidenza: la sospensione dei raid viene accolta come un passo utile, ma giudicata fragile e reversibile. Dice Matthew Cavalletto, residente a New York: "Sono sollevato nel sapere che il presidente Trump non ordinerà all'esercito americano di commettere crimini di guerra questa sera, al di là del fatto di aver già commesso il crimine fondamentale di aver iniziato una guerra. Ma sono deluso dal fatto che ci troviamo in mezzo a tutto questo e che potremmo doverci ripassare fra un paio di settimane, o anche prima, se cambierà idea ancora una volta".



