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Sanità lombarda, AI e leadership per un sistema più inclusivo

di TMNewsmercoledì 1 luglio 2026
2' di lettura

Milano, 1 lug. (Askanews) - In Lombardia le donne sono il 73,5% della forza lavoro del Servizio Sanitario Regionale, più della media nazionale. Però, solo una struttura complessa su quattro è guidata da una donna. Questo conferma che c'è ancora un divario di genere per l'accesso ai ruoli di leadership.

Di tutto questo, di innovazione e del contributo che l'IA può dare alla governance del settore Life Sciences si è discusso a Palazzo Lombardia nel corso dell'evento "AI e leadership nel settore Life Sciences", promosso dall'Osservatorio sull'Equità di Genere della Leadership in Sanità e BION - Cluster lombardo scienze della vita in collaborazione con Regione Lombardia. Le parole di Guido Bertolaso, Assessore al Welfare Regione Lombardia: "Non possiamo ovviamente consentire che ci sia una parcellizzazione, una polverizzazione delle attività dove magari ogni struttura sanitaria, ogni realtà che possa avere la responsabilità di fare diagnosi e impostare terapie agisca in modo autonomo e non faccia parte invece di quel sistema di rete che solamente la Regione può garantire."

L'IA può contribuire ad abilitare modelli di governance più consapevoli, innovativi ed efficaci nel settore delle Life Sciences. Gianluca Vago, Presidente BION - Cluster lombardo scienze della vita, spiega così: "I punti in cui l'intelligenza artificiale può intervenire nei processi produttivi del Life Science sono molti e diversi a partire dalla ricerca di base. La questione organizzativa è una questione centrale, soprattutto per noi, per questo Paese, ma anche per l'Europa, perché potrebbe consentire un'accelerazione straordinaria dei processi che forse è l'elemento di debolezza maggiore della nostra area europea."

Il commento di Francesco Blasi, Prorettore ai Rapporti con il Sistema Sanitario dell'Università degli Studi di Milano: "L'Università degli Studi di Milano ha un piano strategico molto importante in cui l'intelligenza artificiale gioca un ruolo fondamentale. Abbiamo un'academy per l'intelligenza artificiale e lo stesso per quanto riguarda la parità di genere. C'è un tavolo di lavoro e un lavoro molto intenso per la parità di genere, che è un punto fondamentale, perché il dato che c'è è che la parte femminile dell'Università, nella parte docenti, è molto forte nei primi livelli, cioè ricercatore, professore associato, mentre a livello apicale, cioè di professore ordinario, i numeri cadono in maniera significativa".

Nel settore sanitario solo il 7% delle professioniste si sente supportata nell'utilizzo degli strumenti di AI, a fronte del 17% degli uomini. Questo divario riflette un gap formativo ed evidenzia il rischio che le donne restino meno coinvolte nei luoghi di potere non solo nel medio termine, ma soprattutto nel lungo periodo.