Cortona, 18 lug. (askanews) - Un festival di fotografia che riempie una città, la vivifica con un racconto culturale di prim'ordine e ragiona sia sul medium sia sulla stratificazione dell'immaginario visivo sull'Italia. La sedicesima edizione di Cortona On The Move è intitolata "Beautiful Country" ed è stata progettata dalla direttrice artistica Renata Ferri.
"Quando mi è stata affidato questo incarico - ha detto ad askanews - la prima cosa che ho pensato è che volevo dedicarlo all'Italia, perché è un Paese molto stereotipato, molto iconizzato, ma in realtà è un Paese cartolina. Quindi fare un festival di fotografia mi dava la possibilità di togliere il velo dello stereotipo e cercare di guardare l'Italia con nuovi occhi. Quindi Beautiful Country è un titolo ironico che ci dice che davvero siamo il Paese più bello del mondo, ma attenzione, perché dietro a questa bellezza ci sono tante fragilità: rischiamo di perdere il nostro patrimonio archeologico e molti lavori ce lo dicono".
Attraverso 33 mostre, legate da un sottile filo rosso, ma libere di fare vedere i tanti e diversissimi modi nei quali oggi la fotografia pensa se stessa, Cortona offre uno spettacolo abbastanza unico, soprattutto per la sorprendente qualità di molti dei progetti presentati, che vanno dai grandi nomi agli emergenti, dal paesaggio alla inevitabile riflessione sociale. Ma la cosa più interessante è effettivamente la mancanza di ammiccamento all'immaginario sul nostro Paese, che lascia spazio, anche attraverso l'ironia, a una fotografia libera, contemporanea, quasi sempre interessante. E per questa edizione di Cortona On The Move l'obiettivo è molto chiaro: "Riappropriarci del nostro sguardo - ha aggiunto Renata Ferri - rallentare lo sguardo per averlo più approfondito e per essere capaci di leggere oltre l'apparenza".
Tra gli aspetti caratteristici del festival quest'anno c'è la volontà di produrre sempre più contenuti originali attraverso commissioni, che poi divengono una mostra come l'ambizioso progetto "Peninsula", dedicato al lavoro di dieci tra fotografe e fotografi che indagano i territori fisici e simbolici del paesaggio contemporaneo italiano.



