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Caso Salis, il padre: "Bonifico fatto, stiamo ancora aspettando"

"Non lo sappiamo ancora, stiamo ancora aspettando l'espletamento della burocrazia relativa al trasferimento dei fondi. Il bonifico è stato fatto, stiamo aspettando che arrivi lì il prima possibile. È stata un po' caotica perché la situazione dell'istituto carcerario dove si trova è un po' caotica normalmente, per cui sembrava che la volessero mandare ai domiciliari già venerdì perché addirittura le hanno portato via il cellulare che usa per comunicare. Poi però hanno capito che era stato deciso ma era condizionato all'arrivo dei fondi, per cui le hanno restituito tutto indietro e le hanno dato un altro cellulare perché deve comunicare con questo". Così Roberto Salis, padre di Ilaria, l'insegnante italiana detenuta nelle carceri ungheresi e candidata alle Europee con Avs, a margine dell'incontro 'Per l'Europa libera, giusta e sostenibile' a cui partecipa insieme a Carola Rackete e Nicola Fratoianni, in corso al Teatro del Buratto di Milano. "È un po' euforica, però anche un po' stressata. Sapere che puoi finalmente uscire, senza sapere quando lo puoi effettivamente fare, crea un po' di stress", ha proseguito Salis, "probabilmente c'è stata una mancanza di comunicazione tra l'istituto di pena e il tribunale, per cui all'istituto di pena è arrivata l'informazione che dovevano mandare ai domiciliari e poi dopo non sapevano che invece era condizionato al fatto che arrivasse la cauzione".

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