I magistrati hanno abbandonato l'Aula Magna del tribunale di Milano durante l'inaugurazione dell'anno giudiziario quando ha preso la parola Monica Sarti, dirigente capo dell’Ispettorato generale del ministero della Giustizia. La protesta è stata motivata dall'opposizione alle riforme costituzionali in corso di approvazione, come la separazione delle carriere dei magistrati. "Lo abbiamo fatto anche in passato, perché di fronte a controriforme come queste, che incidono sull’equilibrio costituzionale e ledono l’indipendenza della magistratura, è necessario reagire con dignità", ha dichiarato Armando Spataro, ex magistrato e giurista, già procuratore capo della Repubblica di Torino.
"La dignità è rappresentata dalla Costituzione, la nostra stella polare. È stato significativo vedere magistrati, giovani e meno giovani, alzarsi e andarsene: non si può dialogare con chi alza muri e attacca la magistratura con parole inaccettabili". Anche Fabio Roia, presidente del Tribunale di Milano, ha partecipato alla protesta.
Alla domanda su cosa non lo convincesse della riforma, ha risposto: "Tutto. Nella grammatica costituzionale mondiale, fatta eccezione per il Portogallo, non esiste un pubblico ministero che non risponda a un potere dello Stato. Oggi risponde al potere giudiziario e, con i giudici, amministra la giurisdizione. I giudici non sono subordinati al pubblico ministero solo perché apparteniamo allo stesso ordine. Abbiamo una media del 40% di assoluzioni. Ma un pubblico ministero che diventa un quarto potere dello Stato, non controllato, è un rischio. Mi fa paura come cittadino. Per questo, in tutti i Paesi del mondo, è sottoposto al controllo dell’esecutivo". Negli scorsi mesi si era ipotizzata la partecipazione del Guardasigilli Carlo Nordio alla cerimonia milanese, ma il ministro ha invece presenziato a Napoli, inviando Monica Sarti a rappresentare il ministero presso il Palazzo di Giustizia di Milano.
Ha preso il via a Roma la Festa dell'Unità, in programma dal 12 al 28 giugno presso Villa Lazzaroni, nel quartiere Appio-Latino. La manifestazione, della durata di due settimane, prevede un programma di dibattiti politici, concerti e stand gastronomici, con la partecipazione dei vertici del Partito Democratico. Ha preso parte alla festa anche la segretaria nazionale del PD, Elly Schlein, che ha augurato 'buon appetito' ai partecipanti.
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev
Magna magna Pd. No, i soldi non c'entrano. O perlomeno solo in parte: c'entra, piuttosto, il rituale eterno delle Feste dell'Unità, che tra un noioso dibattito estivo e una bancarella di libri conferma anche nel 2026 il suo vero core business: gli stand gastronomici.
La segretaria Elly Schlein martedì sera si è sottoposta alla classica "spremuta di gente", per dirla con le mitologiche parole di Alessandro Di Battista: il tradizionale giro tra i militanti dem alla Festa dell'Unità di Villa Lazzaroni, nel quartiere Appio-Latino a Roma. Elly ha visitato le cucine, ricevendo il saluto dei cuochi indaffarati, ha ricevuto in dono una maglia raffigurante Nilde Iotti (il Pantheon ex comunista non cambia mai) e ha augurato "buon appetito" ai partecipanti. Molti di loro, c'è da giurarlo, alla patrimoniale preferirebbero una buona carbonara.
Schlein, aspirante leader e candidata premier del campo largo (ma la strada è lunga, stretta, tortuosa e disseminata da sassolini piazzati sul cammino anche da esponenti dem), ha quindi arringato la folla entrando già in modalità campagna elettorale: i prossimi "non saranno mesi facili. Dopo aver perso il referendum e dopo aver riunito l'alleanza progressista la destra ha capito che siamo competitivi e ha paura di perdere, per questo sta cercando di cambiare la legge elettorale e noi dobbiamo fare muro in Parlamento e nel Paese insieme alle altre opposizioni, perché hanno paura e saranno più aggressivi".
Un ritornello che sentiremo spesso, in queste sere d'estate: l'appuntamento finale con la Festa dell'Unità nazionale è previsto a Reggio Emilia, dal primo al 13 settembre. Prima però ci saranno decine di feste cittadine, su tutto il territorio. "Ci sono quelle più solide e gettonate, ma io vi chiedo di coprire tutte le feste dell'Unità", è la missione che Schlein ha affidato ai big del Nazareno parlando martedì pomeriggio alla direzione Pd.
Il Segretario di Stato americano Marco Rubio è arrivato ad Abu Dhabi, prima tappa di un tour diplomatico nei Paesi del Golfo maggiormente coinvolti nelle recenti tensioni regionali seguite al conflitto tra Stati Uniti e Iran. Rubio incontrerà i leader degli Emirati Arabi Uniti prima di proseguire la missione in Kuwait e Bahrein, dove parteciperà a una riunione del Consiglio di Cooperazione del Golfo. L’obiettivo della visita è rassicurare gli alleati di Washington dopo la firma dell’accordo preliminare raggiunto la scorsa settimana tra Stati Uniti e Iran. Nel corso della visita, il capo della diplomazia americana intende chiarire i contenuti dell’intesa e affrontare le preoccupazioni dei partner regionali, alcuni dei quali hanno assunto negli ultimi mesi una posizione particolarmente dura nei confronti di Teheran. Gli Emirati Arabi Uniti, il Kuwait e il Bahrein sono stati tra i Paesi colpiti dagli attacchi missilistici e con droni lanciati dall’Iran in risposta alle operazioni militari statunitensi e israeliane. In particolare, Abu Dhabi ha chiesto con forza garanzie sulla sicurezza della regione e sulla piena riapertura dello Stretto di Hormuz, passaggio strategico per il commercio energetico mondiale. Rubio ha ribadito che Washington non accetterà l’introduzione di pedaggi o tariffe per il transito delle navi nello Stretto di Hormuz e ha assicurato che gli Stati Uniti lavoreranno per mantenere aperta e sicura una delle rotte marittime più importanti del pianeta. Restano tuttavia interpretazioni differenti sugli effetti concreti del memorandum d’intesa firmato tra Washington e Teheran, mentre la comunità internazionale continua a monitorare con attenzione il futuro della navigazione nello stretto.
Un guasto al sistema di comunicazione ha costretto la rete ferroviaria tedesca a sospendere tutti i treni nella tarda serata di martedì, lasciando i passeggeri bloccati in tutto il Paese. Il principale operatore ferroviario nazionale, la Deutsche Bahn, ha dichiarato poco prima dell’una di notte — quasi due ore e mezza dopo aver segnalato per la prima volta l’interruzione — che il problema era stato risolto e che il servizio stava riprendendo “gradualmente”. L’azienda ha spiegato che si è verificato un problema a livello nazionale con il sistema di comunicazione digitale GSM-R, utilizzato per le comunicazioni interne alla rete ferroviaria.