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Rocco Casalino, il suo zampino dietro l'attacco video di Giuseppe Conte a Rutte? Cronaca di un autogol a Bruxelles

Che Rocco Casalino sia l'ideologo di tutti i disastri comunicativi di Giuseppe Conte non lo crede solo il renziano Michele Anzaldi. Dopo il video del premier a Bruxelles, intento a farsi immortalare mentre snocciola indiscrezioni in un momento per lui scomodissimo, il dubbio "dello zampino di Casalino" è venuto a molti. Primo tra tutti a Dagospia che ha dato una risposta al sospetto della firma del Corriere Federico Fubini. Il quotidiano di Fontana, a ridosso del vertice di fuoco sul Recovery Fund, scriveva: "Anche in questi giorni Conte è stato al centro dei colloqui, preparato sui dettagli, efficace - fin qui Fubini ci è andato leggero -. A maggior ragione non è chiaro a cosa serva cercare di spettacolarizzare lo scontro, come il premier ha fatto l'altro ieri con un video per i social. Ha detto, a trattativa aperta: Ci stiamo scontrando con l'Olanda e con i Paesi cosiddetti (sic) frugali' Era vero ma suonava, in modo del tutto gratuito, come la telecronaca di una finale di calcio".

Peggior metafora di questa, per la reputazione del premier, nessuna. Poi la domanda del tutto lecita: "Se il premier dell'Aia Mark Rutte avesse detto in diretta social ci stiamo scontrando duramente con l'Italia, Conte si sarebbe sentito più incline al compromesso, oppure ancora di meno?". La risposta sembra scontata, così come pare scontato l'intervento del portavoce di fiducia del presidente del Consiglio. Proprio a lui, giusto qualche ore prima, andava il pensiero di Anzaldi che, come tutti, si interrogava sul perché Casalino sia ancora lì. "Un altro collega al posto suo - ha sintetizzato il tutto - sarebbe già stato sostituito, lui invece non si sa perché ma è sempre lì".

 

"Dietro lo zampino di Casalino". Dago-sospetto sul disastroso video di Conte nel bel mezzo del vertice Ue

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