Madrid, (askanews) - E' il monumento più controverso della Spagna: una croce di pietra alta 150 metri che sormonta una basilica scavata nella roccia. El Valle de Los Caidos,la valle dei Caduti, ospita fra l'altro anche la tomba del generalissimo Francisco Franco. L'ex dittatore spagnolo fece costruire il mausoleo e vi fu seppellito nel 75; ma il nuovo governo socialista ha ripreso un tema controverso da anni e intende trasferire i resti di Franco fuori da queste mura. Dovrà diventare un luogo di pace e non di contrasti, per mettere a riposo le ferite della guerra civile degli anni Trenta da cui nacque la dittatura. Ferite che non sono ancora chiuse, dice la portavoce del governo Isabela Ceela: "El Valle de los Caidos deve essere un memoriale dedicato alla pace e alla riconciliazione, per le vittime della guerra civile di ambedue le fazioni; un monumento in cui tutti si possano riconoscere. Non può essere la tomba di un dittatore". Oltre ventimila prigionieri politici parteciparono alla costruzione di questo immenso complesso fra il 1940 e il 1959, e almeno una decina morirono nel cantiere. Nicolas Sanchez è sopravvissuto. E' uno storico, oggi ha 92 anni, e spera che la decisione del governo giri definitivamente una delle pagine più cupe della storia del suo paese: "La società spagnola generosamente ha lasciato tempo ai vecchi franchisti per accettare il fatto che si trattò di una dittatura e che oggi vi è una contraddizione fondamentale fra la vita in un paese democratico e la presenza di monumenti dedicati alla dittatura". Ma i discendenti del dittatore si oppongono e i nostalgici del franchismo sono furiosi come Juan Chicharro, generale in pensione e presidente della fondazione nazionale Francisco Franco: "E' la negazione di una parte importante della storia della Spagna. Quando il signor Sanchez parla di un atto di riconciliazione in realtà si scontra con milioni di spagnoli che si sentono feriti da questa decisione. Non si può ignorare la storia". Anche senza Franco, El Valle de los Caidos potrebbe continuare ad attirare curiosi da tutto il mondo. Quasi 250mila spagnoli ogni anno visitano il mausoleo che ospita oltre al dittatore, più di 33mila vittime della guerra civile.



