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Pressing di May sul Parlamento: Brexit non oltre il 30 giugno

sabato 23 marzo 2019
1' di lettura

Londra, 21 mar. (askanews) - Non sono disposta a ritardare la Brexit oltre il 30 giugno, la crisi non è colpa mia. La premier britannica non indietreggia di un millimetro dopo aver chiesto all'Unione europea una proroga della Brexit di altri 3 mesi nella speranza che nel frattempo si esca dallo stallo. E punta il dito contro il Parlamento. "È arrivato il momento di prendere una decisione. Finora il parlamento ha fatto tutto il possibile per evitare di fare una scelta. Mozione dopo mozione, emendamento dopo emendamento, sono stati presentati senza che il parlamento decidesse mai cosa volesse. Tutti invece sono stati pronti a dire cosa non vogliono. Io spero vivamente che trovino un modo per sostenere l'accordo che ho negoziato con l'Europa", ha detto. "Due anni dopo i parlamentari non sono stati in grado di concordare un modo per mettere in atto il ritiro del Regno Unito. La conseguenza è che non ce ne andremo entro il 29 marzo con un accordo. Questo ritardo è un motivo di grande delusione personale pe me. E sono assolutamente sicura che il popolo ne abbia avuto abbastanza".