Roma, (askanews) - "Le donne gravide e i bambini piccoli, a volte disidratati, sono situazioni delicate da gestire, anche se c'è sempre un'ostetrica a bordo. Poi ci sono le problematiche legate alla tortura, quindi vediamo persone che arrivano con fratture anche scomposte o aperte perché hanno subito percosse in Libia e persone che arrivano con chiodi in braccia e gambe. Sono sempre situazioni complicate, anche psicologicamente, quando gli si dice di restare in stand by per loro è difficile da accettare, ci chiedono sempre: no Libia, no Libia". "Così ha raccontato Claudia Lodesani, presidente di Medici senza frontiere (Msf) in Italia, a margine della conferenza stampa a Roma sul ritorno in mare della nave Aquarius, impegnata nel soccorso ai migranti nel Mediterraneo, parlando delle situazioni più critiche che si trova a fronteggiare il personale della nave gestita in collaborazione da Sos Mediterranée e Medici Senza Frontiere.



