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Luigi Di Maio, la risposta stizzita del grillino alle critiche di Salvini sulla Cina: "Lui parli, io faccio"

di Gino Coaladomenica 24 marzo 2019
2' di lettura

La visita del presidente della Cina Xi Jinping ha riportato tensione all'interno del governo. In particolare tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio, con il leghista intervenuto per contenere l'entusiasmo del collega vicepremier per gli accordi commerciali sottoscritti con Pechino. Dal forum della Confcommercio a Cernobbio, Salvini ha messo in guardia il suo governo dai rischi di un patto commerciale con la Cina: "Sono contento che il presidente cinese venga in Italia, bene il memorandum, ma questo deve essere a parità di condizioni. Non è una competizione normale - ricorda il vicepremier leghista - non mi si venga a dire che in Cina vige il mercato libero".  Leggi anche: Salvini, retroscena devastante: "Il fenomeno Conte, fuori di lì...". Come distrugge il premier e Di Maio Salvini prova a fare sue le preoccupazioni di un pezzo importante del mondo del Made in Italy, che proprio in Cina deve fare i conti con la scarsa tutela dalle contraffazioni oltre che misurarsi con la concorrenza spesso sleale dei produttori cinesi, sottoposti a regimi fiscali spesso più convenienti rispetto a quelli italiani: "Il memorandum va benissimo - ha aggiunto Salvini - perché più mercati si aprono per le nostre imprese meglio è, ma non mi si dica che la Cina è un Paese dove lo Stato non interviene nell'economia, nella giustizia, nell'informazione". Salvini ha poi aggiunto: "L'italia ha conquistato una posizione centrale, non ci danno più per scontati. Vogliamo essere cauti quando c'è in ballo la sicurezza nazionale, i nostri dati e la nostra energia, ma se si portano i nostri imprenditori in Cina, bene".  Le parole di Salvini hanno rischiato di rovinare la giornata di autocelebrazione di Di Maio, che sente più suo che del governo il patto con la Cina per la Nuova via della seta. Non poco piccato, il vicepremier grillino ha risposto a Salvini a muso duro: "Salvini ha il diritto di parlare, io come ministro allo Sviluppo Economico ho il dovere di fare".