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Penelope

Gabriella, la signora del té

Dalla passione si è creata un lavoro e oggi ospita la Tea Masters Cup a Milano

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Gabriella Lombardi conosce tutti i tipi di té

In epoca di Masterchef e tv tempestate di programmi di cucina, non dovrebbe stupire più nulla. Eppure, quello che ha creato Gabriella Lombardi, ex pubblicitaria appassionata di viaggi e della vita sana, è il segno che la ragazza ha una marcia in più, visto che ha saputo fare della sua passione un lavoro fra l'altro riconosciuto a livello internazionale. Gabriella a un certo punto ha mollato la comunicazione e ha aperto a Milano Chà Tea Atelier, che non è una semplice sala da tè per sciure meneghine, ma un vero laboratorio con centinaia di tipi differenti e pregiati di tè in arrivo dalla Cina e non solo dove lei stessa va spesso per rifornirsi di <materia prima>. Poi c'è anche tutta una preparazione e una degustazione da fare a seconda dei differenti aromi e della qualità prescelta: tecniche che i maestri cinesi insegnano da millenni e che l'italiana Lombardi ha deciso di studiare, di mettere in un libro e ora anche di diffondere sui navigli di Milano. Per i fan della materia, poi, proprio oggi dalle 14 è in programma nel suo Atelier, la Tea Masters Cup che è una competizione serissima per addetti ai lavori e che, per la prima volta, si svolge in Italia e viene svolta in collaborazione con l'associazione Protea. I concorrenti dovranno superare prove di preparazione del tè e sapere abbinare questa bevanda al cibo. Non ci sarà Cracco né Joe Bastianich a giudicare, bensì la Lombardi, vera signora del tè con diploma di sommelier riconosciuto all'estero.  Il vincitore? Si aggiudica un viaggio in Corea del Sud. Oltre a tè a volontà...       

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Brunella Bolloli

Brunella Bolloli

Alessandrina, vivo a Roma dal 2002. Ho cominciato a scrivere a 15 anni su giornali della mia città e, insieme a un gruppo di compagni di liceo, mi dilettavo di mondo giovanile alla radio. Dopo l'università tra Milano e la Francia e un master in Scienze Internazionali, sono capitata a Libero che aveva un anno di vita e cercava giovani un po' pazzi che volessero diventare giornalisti veri. Era il periodo del G8 di Genova, delle Torri Gemelle, della morte di Montanelli: tantissimo lavoro, ma senza fatica perché quando c'è la passione c'è tutto. Volevo fare l'inviata di Esteri, ma a Roma ho scoperto la cronaca cittadina, poi, soprattutto, la politica. Sul blog di Liberoquotidiano.it parlo delle donne di oggi, senza filtri.

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