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Se l'hamburger è in provetta

Carne da cellule staminali, una spesa inutile

Eliana Giusto

Eliana Giusto

Eliana Giusto, giornalista, sono nata e vivo in mezzo alla giungla milanese. Amo tutti gli animali, specialmente quelli che vivono a casa mia: due gatti e un bimbo che gattona più di loro. In questo blog bestiale, i protagonisti sono proprio loro, quelli che vanno a quattro zampe e che amano senza niente in cambio.

Se l'hamburger è in provetta
Sono stata vegetariana per nove anni, poi ho ricominciato a mangiare la carne perché gli esami del sangue gridavano vendetta. Inutile dire che avevo deciso di eliminare bistecche e spiedini dalla dieta per amore degli animali dopo che in terza media mi avevano fatto vedere un documentario sulla macellazione delle mucche. Un orrore a cui non voglio ripensare altrimenti torno sui miei passi e chissenefrega dell'anemia.
Ma vengo al dunque. Un paio di giorni fa ho letto dell'hamburger "in provetta". In sostanza, un matto olandese vegetariano che vuole restare anonimo ha investito milioni di euro in una ricerca sulla carne creata a partire da cellule staminali di mucca. Mark Post, medico del dipartimento di fisiologia dell'Università di Maastricht, è riuscito a realizzare il suo sogno creando un piccolo pezzo di muscolo di tre centimetri di lunghezza e mezzo di spessore dal colore giallo-rosato. Un successo? Non proprio. Questo minuscolo pezzetto di carne è costato 250mila euro ed è totalmente insapore.
La Lav, Lega contro la vivisezione, ha criticato la ricerca: "La produzione di cibo non può essere condizionata dalla logica del business". E ancora: "Non si può tenere conto di aspetti davvero prioritari come la tutela della salute collettiva e del pianeta, il rispetto degli animali". D'accordissimo. Sinceramente trovo inaccettabile che tanti soldi vengano investiti per fare un hamburger di carne che carne non è. E poi, dico, se una persona trova eticamente inaccettabile l'uccisione di un altro essere vivente per soddisfare un proprio bisogno, non può semplicemente farne a meno?
Non si può avere tutto, neanche a pagamento. O si è vegetariani o si mangia la carne. Bisogna fare una scelta. Giusta o sbagliata che sia. E con tutte le conseguenze del caso.

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Commenti all'articolo

  • Lev la Paz

    26 Febbraio 2012 - 03:03

    Volevo solo dire che il modo migliore, liberale, di proteggere gli animali e l'ambiente è di estendere a loro il diritto di proprietà. Ciò già avviene per gli animali domestici e di allevamento. Per esempio, in America cacciavano i bisonti (che non appartenevano a nessuno) indiscriminatamente, quasi fino allo sterminio, però ti impiccavano se rubavi un cavallo o qualche vacca. Lo stesso si verifica oggi, per esempio, nella pesca. Nel nord est degli U.S.A. pescano gli astici, i diritti di pesca sono privati e possono essere commerciati sul mercato; e nussuno si azzarda a pescare gli astici che non gli appartengono. Invece altre speci marine sono in pericolo, perché le cattura chi vuole. Ma quando si parla di diritti dell'animale bisogna stare attenti: qualcuno vorrebbe addirittura stabilire un'equivalenza fra la specie umana e il resto degli animali; ma quello ovviamente porterebbe alla sospensione totale della macellazione. Non è una buona idea. Leo

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  • eliana.giusto

    25 Febbraio 2012 - 19:07

    credo che la lav si batta per i diritti degli animali e per l'ambiente e i problemi del mercato giustamente non la riguardano se non nella misura in cui ledono i primi. a volte, poi, bisogna alzare la voce anche solo per far riflettere su certe realtà. ps: complimenti per i disegni sul tuo blog

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  • Lev la Paz

    25 Febbraio 2012 - 15:03

    Il tizio che ha investito quella cifra per produrre un pezzettino di carne non aveva le idee molto chiare; però mi pare che anche la Lega Anti Vivisezione non brilli. Quali sono le speci animali che hanno più successo, e che non correranno mai il pericolo d'estinzione? Sono le speci che sono proprietà privata dell'uomo. Un animale non ha diritti, ma il proprietario lo difende difendendo la sua proprietà. (Lo stesso si può dire di un albero, o di qualunque altra cosa). Il "business" di cui parla con tanto disprezzo la LAV, (altra prova del fatto che ambientalismo e animalismo sono spesso il ricettacolo di anti-capitalisti mal invecchiati), non è altro che il mercato, che non è una parolaccia. Nessun allevamento di animali può funzionare se non sta alle regole del mercato. planetoplano.blogspot.com Grazie

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  • eliana.giusto

    24 Febbraio 2012 - 16:04

    esatto mauri, sono un'animalista e in quanto tale rispetto e ammiro i vegetariani

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