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L'intervista di Belpietro

Squinzi: "Sarà un autunno bollente. Detassare i salari"

Il leader di Confindustria boccia il goerno Monti: "Le tasse fanno calare i consumi e bloccano la produzione industriale"

Il presidente di Viale dell'Astronomia critica l'operato dei Professori e spiega: "Sul lavoro non c'è vera flessibilità in uscita"
Giorgio Squinzi

Squinzi, il presidente di Confindustria

"L'autunno non è caldo, è bollente, ci sono casi di crisi aziendali che non finiscono sui giornali". Il presidente di Confindustria, Girogio Squinzi, tratteggia un quadro nerissimo ne La Telefonata di Canale 5 con Maurizio Belpietro, direttore di Libero. Il numero uno di Viale dell'Astronomia ha aggiunto che casi come il Sulcis dimostrano che "il problema è che latita una politica industriale chiara. Ci sono migliaia di piccole e medie aziende che stanno soffrendo mediaticamente in silenzio ma che sono la cosa che ci preoccupa di più - ha aggiunto Squindi -. Le nostre imprese potranno essere uniche quanto si vuole ma abbiamo bisogno di un paese normale, di semplificazioni burocratiche, se il nostro paese non assicura condizioni competitive, analoghe a quelle del resto d’Europa e del mondo non andremo molto lontano". Nel dettaglio, spiega il leader degli industriali a Belpietro, "il caso Ilva è emblematico della complicazione normativa e burocratica del paese, con una regione che può imporre parametri più stringenti di quelli europei. Sono problemi che bisogna risolvere per dare una speranza a chi investe nel Paese".

Bocciata la riforma del lavoro - Squindi passa poi in rassegna la riforma del lavoro di Monti come "un'occasione persa", pur ritenendo che "si possa intervenire per migliorarla. Non giudichiamo la riforma in maniera positiva in quanto ha tolto molta flessibilità in entrata senza dare una vera svolta alla flessibilità in uscita". Sempre sulla situazione italiana, il leader di Viale dell'Astronomia ha spiegato che il calo della produzione industriale italiana è legato principalmente alla flessione dei consumi interni, dovuta in particolare al prelievo fiscale. Secondo Squinzi, le tasse di Monti stanno affossando il Paese. "Uno stimolo dei consumi interni - ha aggiunto il presidente - è il modo più diretto e immediato per far ripartire la crescita. Bisogna lavorare in modo particolare sulla detassazione dei salari". Squinzi, che oeggi, mercoledì 5 settembre, incontrerà il governo, ha inoltre auspicato misure a più lungo termine come "il sostegno alla ricerca, per essere capaci di creare innovazione".

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Commenti all'articolo

  • marco1927

    05 Settembre 2012 - 11:11

    tempo indietro, accusato di essere LA CAUSA DELLO PREAD ALTO dallo stesso Monti,ricordate? Torna a parlare un uomo che ha fatto cose importanti nella sua vita e la cosa non passa inosservata per me ed ha anche senso quello che dice Squinzi. La cosa saggia però oggi come oggi sarebbe quella scritta nel post di BETZERO e cioè uscire dall'europa, da questa europa che amministrata da tantissimi burocrati incapaci di orchestrare situazioni difficilissime non fanno altro che difendere la propria poltrona e si barcamenano alla meglio non curanti che nella maggior parte delle volte hanno procurato disastri nel sociale.

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  • betzero

    05 Settembre 2012 - 10:10

    Bisognerebbe pure spiegare a Monti che il problema consiste nelle regole di Basilea e nel clima di caccia alle streghe che hanno creato. Non bisogna perdere tempo ad inseguire il fondo salva stati perchè anche col via libera tedesco ha solo 65 mld e perchè funzioni bisogna che sia rifinanziato. Da chi? Per il 30% a Spagna ed Italia. Un vero paradosso, i paesi che debbono essere salvati debbono finanziare il fondo che li salva ed in più debbono perdere autonomia. Per essere salvati con i propri soldi. Questa Europa è miope e fatta male, non ha futuro se non percorre la strada indicata da Berlusconi: stampare 2000 mld e darli ai popoli, anzichè agli strozzini dei popoli. Abbiamo finanziato il sistema finanziario per farci strozzare meglio. Bella operazione. Le banche con i due Ltro hanno emesso obbligazioni garantite dagli stati come collaterale ed hanno usato quei soldi così ottenuti per fare speculazione sugli stessi garanti.Meglio uscire da questa Europa da gioco delle 3 carte!!!

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