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Bambini e musica

Perchè giocare con la musica fa bene?

Ascoltare la musica, sin dalla tenera età, fa di sicuro bene, perché aiuta il bambini a sviluppare le proprie capacità di ascolto

Abbiamo chiesto a Cecilia Pizzorno, musicologa, membro del Coordinamento Nazionale NpM di indicarci alcuni esercizi che i genitori possono fare assieme ai bambini per aumentare le competenze musicali. 
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Perchè giocare con la musica fa bene?
Abbiamo chiesto a Cecilia Pizzorno, musicologa, membro del Coordinamento Nazionale NpM di indicarci alcuni esercizi che i genitori possono fare assieme ai bambini per aumentare le competenze musicali. 

Ascoltare la musica, sin dalla tenera età, fa di sicuro bene, perché aiuta il bambini a sviluppare le proprie capacità di ascolto, a esprimere idee ed emozioni, a sviluppare la propria immaginazione, a potenziare le proprie capacità comunicative. Per abituare i piccoli al mondo delle note, ci sono vari modi, da quelli più “casalinghi” a veri e propri corsi. Il progetto “Nati per la musica”, ha il fine di sensibilizzare genitori, pediatri ed educatori sull'importanza di avviare precocemente il bimbo alla musica. Il cosiddetto “metodo Gordon”, invece, che si rivolge ai bimbi già in età pre-verbale, è seguito da ben 8.000 piccoli allievi in tutta la Penisola. Molto simile è, anche il progetto “Musica in culla”, ideato per bambini fino a tre anni.

Ma come possono, mamma e papà, aumentare le competenze musicali dei loro pargoli in casa? I modi sono tanti: dalle filastrocche, alle canzoncine da intonare tutti insieme, all'ascolto di cd appositi. È importante anche abituare all'ascolto dal vivo, portando ogni tanto i bambini a concerti adatti alla loro età.

Abbiamo chiesto a Cecilia Pizzorno, musicologa, membro del Coordinamento Nazionale NpM di indicarci alcuni esercizi che i genitori possono fare assieme ai bambini per aumentare le competenze musicali. 

Ascolare la musica durante la gravidanza

Si consiglia alle future mamme di ascoltare e cantare brani che evocano memorie affettive e sono legate a persone amate, luoghi, eventi, situazioni, giochi. Scegliere brani per il movimento e altri per il rilassamento, ascoltando lo stesso brano ripetutamente nel corso della gravidanza. Sottolineare, giocando con la voce e i movimenti del corpo, i suoni dell’ambiente.

Ascoltare la musica dopo la nascita

• Evitare ambienti saturi di suoni.

• Riproporre i canti e le musiche ascoltate in gravidanza.

• Ritmare il parlato o il canto, sottolineando con movimenti e gestualità.

• Portare attenzione a suoni diversi, collegando gli stessi a situazioni, immagini, odori.

• Giocare “a specchio” nelle produzioni vocali spontanee (parlate o cantate).

• Associare alle routines (pappa, cambio del pannolino, nanna) canti, filastrocche o sonorizzazioni, cercando brani che sottolineino, per esempio con il movimento suggerito, le situazioni reali.

• Accompagnare con sonorizzazioni, movimenti e gestualità i passi, i molleggi, le giravolte, le cadute, le scivolate.

• Proporre canti e ascolti che suggeriscano andamenti diversi, per esempio dondolanti o l’incedere di marcia, richiamano gestualità fluide o spezzate.

• Ripetere e variare melodia e ritmo dei canti.

• Ascoltare suoni prodotti spontaneamente dai bambini con voce e oggetti diversi (cucchiai, piatti di plastica, sedie).

• Sollecitare variazioni, per esempio, percuotendo su diverse superfici o in diverse zone per cercare suoni differenti.

• Abituare precocemente i bambini all’ascolto di musica dal vivo (già da 2/3 anni).

Quale musica ascoltare insieme ai bambini?

Proporre repertori diversi, allargando il più possibile l’ascolto a generi e stili musicali differenti: musica classica, concreta e contemporanea, repertorio per bambini dalle diverse parti del mondo. Si consiglia una discografia che presenti strumenti differenti, la voce utilizzata in modalità e tecniche diverse per ottenere sonorità particolari. E’ importante seguire le proprie preferenze ed è fondamentale che la musica sia un’esperienza piacevole.

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