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Il default lo paghi tu

Come salvare il conto dai maxi-prelievi stile Cipro

L'Europa ha deciso: se fallisce la banca pagano correntisti e azionisti. Ecco un breve vademecum per difendersi

Come salvare il conto dai maxi-prelievi stile Cipro

Dell'accordo raggiunto nel cuore della notte tra mercoledì e giovedì all'Ecofin ve ne abbiamo dato conto qualche ora fa. Il succo? Se fallisce la banca paga chi ha il conto corrente. Dal 2013 gli istituti di credito in default, infatti, non potranno più essere salvati dagli Stati: ci penseranno gli investitori, tranne quelli con depositi sotto i 100mila euro. Coinvolti nel salvataggio anche gli azionisti e gli obbligazionisti. Una serie di buone ragioni per mettersi subito al riparo. Come? Ce lo spiega Ugo Bertone, in un articolo su Libero di venerdì 29 giugno, di cui qui vi riportiamo un estratto. Segue parte dell'articolo di Ugo Bertone.

(...) In linea di massima, dicono gli esperti, non ha senso spremersi troppo le meningi per aggirare la regola. Semmai nasceranno alternative al conto corrente (e al conto deposito) che garantiranno disponibilità liquide quasi a vista con strumenti di altra natura, come i fondi liquidità.  Più interessante, sul piano pratico, il tema delle obbligazioni che non sono tutte eguali. Ci sono obbligazioni subordinate o senior, che garantiscono il rimborso ai portatori solo dopo  i creditori ordinari. E ci sono obbligazioni ordinarie protette quasi quanto i depositi. In linea di massima, le prime hanno tassi di interesse più alti, giustificati dal rischio più elevato. (...) D’ ora in poi sarà necessario farsi precisare allo sportello se le obbligazioni offerte saranno subordinate o meno.

Lasciate ogni speranza, azionisti di banche in default. A pagare il prezzo sarete innanzitutto voi, che avete avuto l’ardire di scommettere su titoli di banche in crisi, confidando in una resurrezione aiutata dalle autorità di Stato. D’ora in poi le autorità comunitarie vigileranno contro eventuali «regali», senza fare sconti nemmeno ai piccoli azionisti. Scordatevi i warrant o altri interventi a favore dei soci minori, come ai tempi del Banco Ambrosiano. Se volete puntare sulle azioni bancarie, meglio affidarsi ad un fondo, gestito da professionisti che non dovrebbero farsi cogliere di sorpresa. Pensateci bene quando la banca vi chiederà di sottoscrivere azioni dell’istituto (magari non quotato) per concedervi un mutuo o un affidamento: il rischio sarà tutto vostro. Certo, la regola varrà dal 2018, ma è meglio muoversi per tempo.

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Commenti all'articolo

  • romano vailati

    29 Giugno 2013 - 15:03

    E inutile piagnucolare, agite, fate come me, ho tolto tutto dal conto, lasciando pochi euro x le utenze. Vi dirò, ho fatto fatica ad avere i miei soldi (unicredit banca), mi ci e voluto 15giorni x averli.

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  • imahfu

    29 Giugno 2013 - 10:10

    I depositi sono garantiti sino a 100mila euro. Il resto dipende da quello che avanza - e se avanza - dal fallimento. E' così per ogni impresa. Ma non é che si debba pagare il fallimento, si perde se fallisce, come in tutto il mondo. Informati. Solo i salvataggi per evitare il peggio permettono alle banche di salvarsi. Gli USA l'hanno fatto in parte ma stampando moneta e titoli di stato, finiti in gran parte in Cina. La Cina se presenta i suoi bonds USA si mangia gli USA in un minuto.

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  • Fr

    28 Giugno 2013 - 23:11

    Volete la riprova? In nessun altro lugo al mondo al di fuori dell'eurozona si è mai anche solo ipotizzato di derubare i correntisti delle banche come è già stato fatto a Cipro. L'euro è una catastrofe per i politi europei e, prima ne usciamo, prima riusciremo a porre termine a simili barbarie. Fuori dall'euro l'Italia rinasce!

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  • capcap

    28 Giugno 2013 - 18:06

    Che debbano pagare gli azionisti e parte di chi ha investito su un'azienda soggetta al rischi d'impresa non ci piove ma che debbano pagare i correntisti mi lascia terrorizzato nel senso che se fosse vero tutte le banche chiuderebbero per mancanza di correntisti. Siamo (sono) fuori di melone!

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