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L'editoriale

Vittorio Feltri: Sempre siano lodati i ricchioni

10 Giugno 2018

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Vittorio Feltri

Vittorio Feltri

Una volta era severamente vietato essere frocio. Ricordo che, quando ero un ragazzo, in alcuni cinema non era raro che nel bel mezzo del film si sentissero volare ceffoni e cazzotti, allora si capiva che qualche signorino aveva allungato un po' troppo la mano, tuttavia non sulla signora che gli stava accanto, bensì sul signore. Il giovane, reo di avere provato a ravanare un altro uomo con la complicità delle luci basse, veniva affidato quindi alle forze di polizia e lo si guardava con disprezzo, perché essere froci era non solo una vergogna, ma addirittura un turpe reato, un abominio, per quanto questo oggi ci sembri inconcepibile. Personalmente non ho nulla contro i gay. Soprattutto da quando non rimorchiano più nei cinema, che peraltro neanche frequento: mi dicono siano peggiorati vigendo il divieto di fumare. Anzi, mi trovo quasi in sintonia con i froci, poiché spesso sono dotati di una sensibilità quasi femminile, che riconosco pure in me stesso e che ammiro molto nelle donne. I busoni mi piacciono, sebbene non sia ricchione. Ho un animo frocio, anche se non tradirei mai la patata cui giurai devozione eterna.

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