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Aveva 95 anni

E' morto Hobsbawm,
storico inglese
del "Secolo breve"

La sua opera sulla storia europea del 19esimo e 20esimo secolo viene considerata uno dei lavori più autorevoli

E' morto Hobsbawm,
storico inglese
del "Secolo breve"

 

Eric Hobsbawm, lo storico marxista noto per il saggio Il Secolo breve, è morto a Londra all’età di 95  anni. Considerato uno dei principali storici del ventesimo secolo, Hobsbawm si è spento al Royal Free Hospital di Londra dopo una lunga malattia. Era nato nel 1917 in una famiglia ebraica ad Alessandria in Egitto e aveva trascorso la giovinezza a Vienna e Berlino. Rimasto orfano si trasferì con gli zii a Londra nel  1933 quando il leader nazista Adolf Hitler salì al potere in Germania. Laureato al King's college di Cambridge, entrò nel 1947 come lettore alla Birbeck university, ateneo di cui poi diventerà presidente. Nel 1978 Hobsbawm è entrato alla British Accademy. La sua opera in quattro volumi sulla storia europea del 19esimo e 20esimo secolo, dalla rivoluzione francese al crollo dell’Urss, viene considerata uno dei lavori più autorevoli in questo campo. Gli sopravvivono la seconda moglie Marlene, tre figli, sette nipoti e un bisnipote.

 

londra

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Commenti all'articolo

  • lirero

    01 Ottobre 2012 - 20:08

    R. Guarini "Giornale" 14/4/07 "Eppure quel suo idolo infranto (comunismo)continua a ispirarlo anche da morto (il comunismo). Continuò a ispirarlo anche quando in «Il secolo breve», riuscì ad abbozzare una storia del Novecento senza mai nominare il Gulag. Che è un come raccontare la storia antica evitando di parlare della schiavitù; o la Rivoluzione Francese saltando il Terrore, la ghigliottina e i massacri; o la Germania nazista cancellando il dettaglio della Shoah.Continuò a ispirarlo anche quando, qualche anno dopo, in «Intervista sul nuovo secolo», rivelò il nobile motivo di quella sua vereconda omissione: «Per parlare del gulag – spiegò – avrei dovuto scrivere delle cose che sarebbe stato difficile dire per un comunista come me senza toccare la mia militanza e la sensibilità dei miei compagni». Squisita confessione, dalla quale possiamo dedurre che nel suo vecchio cuore la fede nel comunismo non è stata mai così viva come da quando lui stesso ne ha riconosciuto il decesso." Storico

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  • bepper

    01 Ottobre 2012 - 19:07

    ho sul comodino, quasi finito il suo ultimo saggio, Come cambiare il mondo. Perché riscoprire l'eredità del marxismo. Lo consiglio è un'antologia del suo pensiero.

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  • blu521

    01 Ottobre 2012 - 15:03

    E' un grave lutto. Chiunque coltivi seriamente la passione per la ricerca storica non può non essersi imbattuto nei suoi saggi. Ci lascia un patrimonio di cultura ineguagliabile ed un vuoto interiore incolmabile. Curiosità intellettuale e limpidezza di giudizio sono il suo lascito a chi vuol capire gli avvenimenti dalla rivoluzione francese ad oggi. Non aveva una grande opinione del puttaniere di hardcore, ma per questo non occorre essere Hobsbawn. Resta il fatto che da oggi siamo tutti un po' più poveri

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