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Il caso

Mondiali di scacchi: morti due concorrenti. L'indiscrezione: "Forse hanno bevuto troppo"

Mondiali di scacchi: morti due concorrenti. L'indiscrezione: "Forse hanno bevuto troppo"

Giallo sulle Olimpiadi di scacchi tenutesi a Troms in Norvegia. L'ultima giornata di gare è stata infatti segnata dalla morte, nel giro di poche ore, di due partecipanti, uno proveniente dall'Uzbekistan e l'altro in rappresentanza delle Isole Seychelles. Attesi i risultati delle autopsie. Dopo le prime indagini, la polizia norvegese ha infatti confermato che un giocatore uzbeko è stato trovato morto nella sua stanza d'albergo. Poco prima un 67enne di origini svizzera, ma in rappresentanza delle Isole Seychelles, era collassato nel bel mezzo della partita contro il rwandese Alain Niyibizi. Ancora da chiarire le cause di entrambe i decessi, la polizia non esclude che possa essersi trattato di morti naturali. 

Precedenti - Non è la prima volta che uno scacchista perde la vita nel corso di una partita: nel 2000 il gran maestro lettone Vladimir Bagirov fu stroncato da un attacco cardiaco nel corso di un torneo in Finlandia. Nel 2007, invece, a titolo preventivo, uno dei top player del panorama internazionale, l'australiano Ian Rogers, si ritirò dalle scene, motivando la decisione con l'ammonimento dei medici che lo avevano messo in guardia dallo stress cui si sottoponeva nelle competizioni. Un giornalista presente alla manifestazione, Tarjei J Svensen, parla di grandi bevute. "Ci sono due giorni di riposo - ha detto - durante le Olimpiadi e la notte prima del giorno di riposo si alza spesso il gomito".

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