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Il premio

Nobel Letteratura 2014, vince il francese Patrick Modiano

Nobel Letteratura 2014, vince il francese Patrick Modiano

Stoccolma. Lo scrittore e sceneggiatore francese, classe 1945, Jean Patrick Modiano è il nuovo Premio Nobel per la Letteratura, successore del Nobel 2013 Alice Munro. Il premio per la letteratura segue quelli per la medicina, vinto da John O’Keefe, May Britt Moser ed Edvard Moser per la scoperta del "Gps" interno al cervello, la fisica, conquistato dagli scienziati della luce a Led blu, Isamu Akasaki, Hiroshi Amano e Shuji Nakamura, e la chimica, ottenuto da Eric Betzig, Stefan W. Hell e William E. Moerner, per aver perfezionato la microscopia ottica, rendendola in grado di osservare il mondo infinitamente piccolo delle molecole.

Il vincitore e i contendenti - Scelto tra 210 scrittori, 36 dei quali candidati per la prima volta, Patrick Modiano è stato eletto vincitore del 107° Premio Nobel per la Letteratura.  Non sono mancati anche in questo caso le previsioni: secondo i bookmakers, a contendersi il prestigioso riconoscimento sarebbero stati il giapponese Haruki Murakami, in corsa da quattro anni, e il kenyota Ngugi Wa Thiong'o. Sempre presenti ovviamente i grandi classici come lo statunitense 79enne Philip Roth, che da due anni ha dato l'addio alla scrittura, e il norvegese Jon Fosse, romanziere e genio del teatro europeo. Tra gli auotri italiani, i più quotati sono stati Dacia Maraini e Umberto Eco. Niente da fare nemmeno per Milan Kundera e la grande scrittrice statunitense Joyce Carole Oates, classe 1938, habitué della candidature al Nobel per la letteratura.

Chi è il vincitore - Jean Patrick Modiano nasce a Boulogne-Billancourt, città poco distante da Parigi, il 30 luglio 1945; figlio di un ebreo francese di origini italiane, Albert Modiano, e di un'attrice belga di etnia fiamminga, Louisa Colpijn, ha inziato la sua carriera da romanziere nel 1967, grazie alla sua amicizia con l'editore Gallimard. Il suo primo romanzo, La Place de l'Etoile gli vale il Premio Roger Nimier. I suoi romanzi, per lo più ambientati nella Parigi occupata dai nazisti, sono costruiti intorno alla figura dello straniero, dell'esule, dell'ebreo, e intrecciano una vena disperata di ascendenza esistenzialista ed il gusto della rievocazione. L'autore, nei suoi lavori, rievoca spesso l'ambigua figura del padre, un ebreo vittima del Nazismo, che, arrestato nel 1943, si dimostrò pronto a tutto per sopravvivere; una figura dalla duplice e ambigua identità, invischiato molto spesso in rapporti di complicità con i carnefici. Nel 1978 il romanzo Rue des boutiques obscures gli vale il Premio Goncourt. Secondo la giuria, il candidato ha vinto il Nobel "Per l'arte della memoria con la quale ha evocato la sfuggevolezza del destino umano".

 

 

 

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