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La jihadista del sesso si è unita con 152 uomini in un anno

La jihadista del sesso si è unita con 152 uomini in un anno

La loro fede, la loro costanza e determinazione nel seguire i dettami della loro religione, l'Islam, sono ciò che spaventa di più l'Occidente. La loro determinazione è a tal punto profonda da diventare una benda sugli occhi dei popoli del Medioriente, accecati dalle loro ragioni, non riescono a vedere quanto in realtà poi le loro azioni vadano contro la stessa religione ispiratrice.

La schiava dei patrioti - Per noi "patria" è un territorio che risconosciamo come "casa", dove siamo nati o abbiamo vissuto a lungo. Per i popoli arabi di religione islamica, la patria è l'Islam, e chi difende l'Islam è detto patriota, o meglio jihadista. Il jihadista è colui che combatte per la patria, e che se dovesse morire, avrebbe la sicurezza di andare in Paradiso. Questa è la certezza che vuole avere una ragazza tunisina di 21 anni che, persuasa dal marito a lasciare i corsi alla facoltà di Storia di Manouba, si è trasferita in Siria per diventare una jihadista del sesso. Il partito salafita tunisino recluta da mesi giovani donne che si prostituiscano in modo "lecito per soddisfare le pulsioni sessuali dei jihadisti siriani, ridando loro forza affinché possano vincere il nemico". La prostituzione si sarebbe quindi trasformata in un modo per raggiungere il Paradiso, perchè aiutando l'animo dei combattenti per la patria, equivale ad essere un combattente stesso a servizio della patria. 

La storia della jihadista del sesso - La giovane tunisina, che ha voluto mantere l'anonimato, ha raccontato la sua storia al settimanale tunisino Al Mijhar ed è stata ripresa dal settimanale Tempi. Dopo aver lasciato la Tunisia nel luglio 2012, la ragazza è entrata in Siria unendosi in un anno con 152 uomini diversi; secondo la religione islamica, questo è stato possibile in quanto la donna ha divoziato dal marito e si è unita inizialmente a uno dei leader della fazione legata ad Al Qaeda Jabhat Al Nusra. Dopo una settimana ha divorziato dal leader, per sposare un altro uomo, e così per 152 volte.

Cinque mariti a settimana - Ogni settimana la giovane poteva unirsi con massimo cinque uomini. I matrimoni durano poche ore, giusto il tempo per soddisfare i desideri sessuali dei combattenti; l'unico periodo nel quale poteva dedicarsi a se stessa, era durante il ciclo metruale. Questo stile di vita l'ha condotta a contrarre diverse malattie, per sua fortuna non l'Aids. Oltre a vendere se stessa, la ragazza tunisiva si occupava della casa e delle necessità primarie degli uomini guerrieri.

Il ritorno - Nell'agosto scorso la ragazza ha fatto ritorno in Tunisia, incinta di sei mesi. Il padre del bambino, però, è stato ucciso dalle armi dei miliziani di al Nusra; la stessa sorte di tanti suoi connazionali verso i quali gli appartenenti alla fanatica formazione armata nutrono da sempre sospetti, frammisti a disprezzo, tanto da utilizzarli come carne da cannone se c'è da andare all'attacco delle postazioni lealiste.

 

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Commenti all'articolo

  • martalavagnini

    21 Ottobre 2014 - 23:11

    roba da matti !!!!!

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  • irucangy

    17 Ottobre 2014 - 09:09

    L'islam merita rispetto? Una religione che schiavizza le donne? E non aggiungo altro, basta leggersi la profetica oriana fallaci...

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  • MarioMauro

    15 Ottobre 2014 - 12:12

    L'Islam, nonostante molti suoi aspetti inconcepibili per l'Occidente moderno, merita rispetto. Ma dire che le azioni dei maomettani vadano contro la loro stessa religione, nel senso del Verbo della propria religione, vuol dire non conoscerla affatto.

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  • 19gig50

    14 Ottobre 2014 - 18:06

    Speriamo abbia preso l'Aids.

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