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Giglio dimenticato

Il governo dà l'ok agli inchini: avanti Schettino

La tragedia del Concordia non è servita: dietrofront sul salva-coste, le navi possono arrivare a 0,7 miglia da riva. Contano gli affari, non la sicurezza

Comandante tragico

Il comandante del Costa Concordia Francesco Schettino, protagonista del naufragio al Giglio lo scorso 13 gennaio

E alla fine ha vinto ancora una volta il Dio denaro. Sì perché sono bastate le proteste dei comuni del Tigullio (in particolare Santa Margherita, Camogli, Portofino e Rapallo) per far modificare il decreto «salva coste», in vigore soltanto dal 7 marzo scorso. Un decreto che era nato proprio per rimediare alla tragedia del Giglio, quando per quell’inchino maledetto la nave della Costa Concordia è affondata a pochi metri dall’isola toscana, portandosi con sé trentadue vite. Da quel 13 gennaio tante sono state le polemiche sulla mancanza di una normativa che vietasse alle navi da crociera di avvicinarsi così tanto alle coste. Un rischio, infatti, non soltanto per la sicurezza dei passeggeri ma anche per l’ambiente.

Dopo mesi di discussione è arrivato il decreto rotte sicure (ribattezzato anche anti-inchini), firmato dai ministri dell’Ambiente, Corrado Clini, e dello Sviluppo economico, Corrado Passera. Tra i punti fondamentali del provvedimento proprio quello che riguarda le navi superiori alle 500 tonnellate; per loro il divieto navigazione entro 2 miglia dalle aree cosiddette protette. Ma la viva protesta delle zone interessate ha fatto sì che nel corso del Consiglio dei ministri di lunedì il testo del decreto venisse «corretto», abbassando il limite a 0.7 miglia (poco più di 1.000 metri circa). Tanto per fare un esempio, la Costa Concordia si è incagliata in uno scoglio mentre navigava a circa 500 metri dalla costa dell’Isola del Giglio.

Tutto, insomma, è tornato «alla normalità», come ha scritto con tono festoso sul suo profilo Twitter il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando. Un annuncio seguito dalla direttiva della Capitaneria di porto che precisa: «L’autorità marittima ha disciplinato attraverso l’individuazione di punti di fonda l’accesso delle sole navi da crociera i cui passeggeri dirigono poi nei porti di Santa Margherita Ligure, Portofino e Rapallo. Le aree sono a circa 0.7 miglia dal perimetro esterno dell’area marina protetta di Portofino». Tradotto: adesso i passeggeri potranno scendere tranquillamente a comprarsi magliette, collanine e portachiavi e far ripartire così l’economia dei comuni marittimi.

«Purtroppo non è assolutamente così - replica il responsabile mare di Legambiente, Sebastiano Venneri, che si dice perplesso della decisione presa dal governo . I dati ci dicono che il turismo locale non ha nulla da guadagnare dall’arrivo di navi da crociera. Chi sceglie questo tipo di vacanza, infatti, non dispone di grandi somme di denaro. E vi assicuro che i turisti preferiscono prendere l’autobus e andare a spendere quei pochi spiccioli all’outlet di Serravalle Scrivia piuttosto che a Portofino. Un’indagine dei commercianti della zona, infatti, ci dice che chi sceglie questo tipo di turismo (un po’ straccione, mi passi l’espressione) consuma più in termini di territorio e vivibilità che in termini economici».

Nonostante gli annunci trionfali del ministro Clini, quindi, che dopo l’entrata in vigore del provvedimento parlava di «un segnale forte per il turismo sostenibile, una norma quadro che prevede una zona cuscinetto tra aree particolarmente sensibili e le navi», il governo ha fatto un repentino dietrofront, preferendo ancora una volta l’aspetto economico a quello ambientale e, soprattutto, di sicurezza. Soltanto domenica è stata avvistata a circa un miglio da Capo Ampelio la Liberty of the Seas della compagnia americana Royal Caribbean. Anche se la zona non è tra quelle protette e quindi non è applicabile il limite delle 2 miglia, la vicinanza ha suscitato subito timore e allo stesso tempo rabbia che potesse trattarsi dell’ennesimo inchino (smentito poi dalla stessa compagnia). «La tragedia della Costa Concordia non ci ha insegnato nulla - continua il responsabile di Legambiente -. È davvero un peccato perché nel mondo della navigazione sono sempre gli incidenti a migliorare la normativa. Dal Titanic in poi. Ci sarebbe piaciuto che la Concordia, oltre a essere quello scempio che ora deturpa le coste del Giglio, diventasse anche un provvedimento legge. Così non è stato».

di Carlotta Addante

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Commenti all'articolo

  • LuigiFassone

    04 Maggio 2012 - 21:09

    Inviato 3maggio,22,38hrs: Mi spiace dovere e volere criticare il suo pezzo odierno : 1) il termine "inchino" è sconosciuto alla Marineria,quella seria 2) Danni per l'ambiente ? Forse Lei si riferisce ai fumi dagli scappamenti dei torpedoni che portano i turisti (non è vero quel che dicono i "Verdi",ossia che questi sono "misci",questi spendono,eccome...) a Serravalle oppure a Genova ? 3) per la prima volta nella vita concordo con il mio Governatore Burlando 4) L'economia dei comuni marittimi potrà ripartire ? Certamente,E min dice niente ? 5) la sicurezza,quando un natante,anche di grandi dimensioni si appropinqua alla costa,dipende più dalla profondità dei fondali che dalla distanza nave.costa (toh ! ci risiamo con la Costa...) 6) per NON finire,quella espressione da Lei usata "L'inchino maledetto" è come quell'altra "il cane oppure la strada assassino o assassina...mi perdoni ! 7) Ca va sans dire...mi ritrovo completamente col primo commento,quello di acstar. Saluti cordiali !

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  • gian60

    04 Maggio 2012 - 10:10

    Propongo che tutte le località turistiche non solo affacciate sul mare ma anche quelle in montagna, in nome di uno sviluppo sostenibile e positivo, a salvaguardia dei posti di lavoro e d'impresa, sotto l'alta egida del ministero del turismo e con l'auspicio "collinare", siano dotate di un canale navigabile che le attraversi. Gli oneri di tali opere saranno poste a totale carico dello Stato. In tal maniera i comandanti di nave in vena di sbroccamento non saranno più soggetti a rischi occulti e sarà conseguito un congruo risparmio sui costi di eventuali soccorsi, salvamenti e recuperi. Che ne dite(!?) Visti i tempi ed i precedenti (tipo: ponte sullo stretto), si presenta bene come proposta di fattivo spessore politico?

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  • Giovanni Cappello

    03 Maggio 2012 - 22:10

    Quand'è così, mi aspetto l'immediata rimessa in libertà di Schettino con le relative scuse di quanti l'hanno accusato e sbeffeggiato per la cazzata che ha fatto; visto e considerato che quella cazzata oramai deve intendersi come dovuto e doveroso...

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  • roda41

    03 Maggio 2012 - 20:08

    MOLTI FAC-SIMILE

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