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Follie finanziarie

I sei errori che ci hanno portato sull'orlo del baratro

Il ruolo delle banche e i rapporti con i governi, la spesa pubblica, e il progetto europeo: radiografia della crisi

I sei errori che ci hanno portato sull'orlo del baratro

 

Il rapporto politica e banche, il ruolo delle politiche sociali, i prestiti concessi con nonchalance: in un lungo editoriale pubblicato domenica 22 luglio dal Corriere della Sera, gli economisti Alberto Alesina e Francesco Giavazzi mettono a fuoco quelle che a loro avviso sono stati le debolezze che hanno determinato la pesante crisi finanziaria che stiamo vivendo. Individuano sei errori. Secondo i due editorialisti le crisi finanziarie, soprattutto, quelle scatenate da aumenti ingiustificati nei prezzi delle case producono quando la bolla poi scoppia, recessioni molto lunghe. Le banche, dopo aver concesso mutui con grande leggerezza, senza chiedersi se il cliente sarebbe stato in grado di sostenere le rate, subiscono perdite ingenti e debbono ricapitalizzarsi. Ma trovare capitali privati non è facile e, a quel punto, il debito eplode esattamente come è accaduto negli Stati Uniti, in irlanda e in  Spagna.  Secondo Giavazzi e Alesina, inoltre, l'esempio del Giappone e il programma fiscale di Barack Obama sono la prova che non bisogna illudersi: per riprendere a crescere non basta un po' di spesa pubblica. Il Giappone per anni ha investito in porti, metropolitane, altà velocità ma ild ebito puibblico si è triplicato e la crescita non è mai arrivata. 

Banche e politica Il terzo errore da evitare, secondo Alesina e Giavazzi, è la commistione tra banche e politica. Un'altra medicina che potrebbe risanare il sistema finanziario. Bisogna ridurre il potere dei politici sul sistema finanziario e l'influenza dei banchieri sui governi. E citano l'esempio delle Caixas spagnole: se il governo di Madrid non le avesse protette fino all'ultimo negando che fossero tutte fallite, forse oggi la Spagna sarebbe in una situazione meno drammatica. Il quarto errore è quello di pensare che l'euro si salverà con scorciatoie e tappabuchi come gli eurobonds. "Affidare il salvataggio dell'euro alla speranza che le "formiche del Nord" salvino "le cicale del Sud" socializzando i loro debiti è ingiusto, politicamente impossibile, ma soprattutto non servirebbe a nulla".  Alesina e Giavazzi spiegano che un salvataggio che senza una maggiore integrazione politico-economica dell'eurozona servirebbe solo a dare alle cicale la possibilità di rimandare riforme già troppo a lungo procastinate. L'euro si salva solo con un piano di medio termine di integrazione bancaria, fiscale e politica dell'eurozona. 

Consiglio agli italiani Gli italiani sbagliano a pensare che basta ridurre gli sprechi per uscire della crisi. "Bisogna evitare che dei servizi pubblici gratuiti beneficino anche i ricchi e non solo le famiglie indigenti. Occorre ridurre le tasse su chi produce, serve una rivoluzione del nostro stato sociale, non solo semplici ritocchi. Infine, la giustizia sociale va garantita creando il più possibile pari opportunità per tutti.

 

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Commenti all'articolo

  • imahfu

    24 Luglio 2012 - 22:10

    Le soluzioni le lasciano immaginare:occorre molto tempo per raddrizzare la barca. Se si resiste forse, ripeto forse, si riesce ma sempre su molti gradini piu' in basso rispetto ad un passato drogato. Si poteva ricorrere al debito ma non per sanare il bilancio statale ma per promuovere ricerca, nuove iniziative e ridimensionare i consumi con equità. Siamo il paese europeo con le piu' forti discrepanze tra strati sociali. La' é una delle cause e-attenzione- potrebbero aversi moti di piazza. Fallita l'economia centralizzata, anche il liberismo é una tragedia in cui si seguono i miti; mercato libero, equilibrio automatico ecc... AZg nelli 20 anni fa lo disse ''la festa é finita'' ma c'erano altri che vedevano arrivare il 'redde rationem'. La mia tesi di 20 anni fa sul debito pubblico e conseguenze prevedeva la crisi odierna che la mondializzazione (globalizzazione) ha esteso ovunque, Arriverà anche in Cina m a i paesi avanzati soffrono fi più avendo incentrato la loro economia su diseconom

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  • imahfu

    24 Luglio 2012 - 00:12

    I privati agiscono secondo diverse circostanze nell'effettuare i loro investimenti in titoli (questa volta sono titoli di Stato.Principalmente poco rischio e molto guadagno (cosa difficile, soprattutto oggi, pero' in Germania ci sono rendimenti negativi su titoli di Stato). I paesi europei erano valutati solvibili: chi pagava di piu' percio' attirava. I paesi -nel caso specifico Francia e Germania - non vedo quale interesse potessero avere a fare in modo che i titoli italiani fossero nelle mani dei loro concittadini, visto che limitavano il loro indebitamento e, inoltre, la Francia ha imposte su interessi, piu' del doppio di noi; le banche hanno commissioni intorno al 4%.Ma sono elucubrazioni finanziarie: quello che conta é l'economia reale: occupazione, innovazione. La Francia , per le vendite rateali talora impone per legge il versamento di una parte (contante e immediata). Regola il consumo poiché consumare vuol dire non risparmiare e non investire in attività produttive

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  • martello carlo

    23 Luglio 2012 - 22:10

    L'articolo di Feltri su"Il Giornale” odierno in cui,dopo una lezione da capomastro su come si fanno le case e una disamina al volo sulle banche cattive e la finanza speculativa,il Feltri salta il fosso del debito pubblico a piè pari e ci salva con il ritorno alla"CARA VECCHIA £".Probabilmente,purtroppo,l'età ha ormai avuto il sopravvento sulla razionalità del mio idolo. Dunque,il Feltri dice:torniamo indietro,riapriamo la ns.Zecca e torneremo ad avere le tasche piene,il debito scomparirà,recupereremo il 50% perso con l' entrata nell' euro,la speculazione scoppierà come la bolla immobiliare,la Sicilia diventerà una inarrestabile macchina da PIL e vivremo tutti a lungo felici e contenti con pensioni da nababbi(in realtà ci ridurremo al 25% potere d'acquisto ante entrata nell'Euro).La Germania ha ragione:non E' OBBLIGATA A TOLLERARE come i polentoni del nord questo andazzo siciliano.Se non avremo il suo stimolo,BONDI SARA' FUCILATO SULLA PUBBLICA PIAZZA DALLE LOBBY MAFIO/BOIARDICHE

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  • powerinvest

    23 Luglio 2012 - 22:10

    Non mi sembra che i due economisti siano migliori dei "tecnici, fanno affermazioni approssimative, senza incisive indicazioni die come si implementano queste "speranze", spaziano dall'UE alla Spagna, tutto a bracciate, mah?

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