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Londra 2012, gioia e fatica

Sartori e Battisti coppia d'argento al canottaggio

Decima medaglia ai giochi. Impresa epica: non erano nemmeno tra i 14 selezionati dal Ct. Leggi tutti i risultati della giornata

Sartori e Battisti coppia d'argento al canottaggio

Ancora una volta, il canottaggio azzurro non tradisce alle Olimpiadi. Arriva infatti dal due di coppia la decima medaglia italiana a Londra 2012: stavolta è un argento, e a conquistarlo sono Alessio Sartori e Romano Battisti, al termine di una gara combattutissima dove i due italiani hanno, per un attimo, assaporato l’ebbrezza di essere vicini all’oro, salvo poi cedere alla forza dell’equipaggio neozelandese negli ultimi 500 metri.

"Il frutto di un anno durissimo" - Diverso invece il discorso per quanto riguarda Romano Battisti, 26 anni da compiere, anche lui della provincia di Latina (è nativo di Priverno), padre di Lavinia, nata meno di due mesi fa, esordiente alle Olimpiadi, che ha scelto di praticare questo sport proprio guardando nel 2000 Sartori vincere l’oro in Australia. "Fu da quel giorno che iniziai a interessarmi al canottaggio - racconta Battisti -. Questa medaglia è il frutto di un anno duro e intenso, è una soddisfazione bellissima. E’ la nostra vittoria, del gruppo Fiamme Gialle e del nostro allenatore Cattaneo, che ha dato la sua vita per questo obiettivo". Queste le loro prime battute a caldo, poi è arrivato il momento della conferenza stampa, nella quale Sartori e Battisti, pur se convinti delle loro potenzialità e sicuri della loro forma, hanno francamente ammesso di non aspettarsi di poter giungere sul podio. "Ci aspettavamo una buona prestazione - ha aperto Sartori - ma non di poter conquistare una medaglia. Siamo rimasti freddi e determinati, avevamo una buona preparazione, abbiamo cercato di esprimere la nostra migliore velocità". Più o meno sulla stessa linea le dichiarazioni di Battisti: "Sinceramente, quando a 500 metri dall’arrivo eravamo in prima posizione, non credevamo a quello che stavamo facendo. Abbiamo continuato senza mai voltarci, ma gli atleti neozelandesi si sono rivelati molto più forti e veloci". Sartori, che di medaglie ne aveva collezionate già due in passato, ha poi confessato come quella di oggi sia la più significativa di tutte: "Questo argento vale più delle altre medaglie ottenute a Sydney e Atene, affettivamente l’ho vissuto in maniera diversa. Mi davano come un atleta finito, oggi mi sono tolto qualche sassolino dalle scarpe. Dedico questa medaglia al Colonello Bellantuono, che è stato un secondo papà per tutti e due. Se dovessimo dividerla come si fa con una torta, il pezzo più grande va a noi, alla nostra società ed alle nostre famiglie. Ma alla fine un pezzo è pure della federazione, che ci ha permesso di essere qui".

Clamorosa rivincita - "Abbiamo messo in atto la nostra tattica - ha raccontato Alessio Sartori -. Aspettare, seguire gli altri, quindi innescare la marcia in più. Sapevamo della forza dell’equipaggio neozelandese, abbiamo provato a metterli in crisi, si sono però dimostrati molto più bravi". Al traguardo il ritardo dell’imbarcazione azzurra si è attestato su un secondo e 33 decimi; primi i neozelandesi Nathan Cohen e Joseph Sullivan, medaglia di bronzo per gli sloveni Luka Spik e Iztok Cop. Come dichiarato da Sartori, l’equipaggio italiano era partito in sordina, passando con il quinto tempo alla prima rilevazione sui 500 metri. E in sordina era iniziata anche la loro avventura: Sartori e Battisti non solo non erano tra i favoriti, ma non facevano neppure parte dei 14 selezionati dal commissario tecnico Giuseppe Di Capua, riuscendo a guadagnarsi le Olimpiadi con l’imbarcazione societaria del gruppo Fiamme Gialle. "Non conosco le motivazioni di questa scelta - ha glissato Sartori - bisognerebbe chiederle al ct". Sartori, 35 anni da Terracina, padre di Matteo e Leonardo, non è esattamente un novellino di questa disciplina, nella quale vanta un oro a Sydney nel quattro di coppia e un bronzo a Atene nel due di coppia.

Di seguito tutti i risultati degli azzurri nella sesta giornata dell'Olimpiade.

Canottaggio - Gli azzurri Pietro Ruta ed Elia Luini non sono riusciti a qualificarsi per la finale A del doppio maschile pesi leggeri dei Giochi olimpici di Londra. Ad Eton Dorney, gli italiani sono giunti quinti nella loro semifinale, col tempo di 6'41"17. Disputeranno la finale B. Nella finale B del 4 senza pesi leggeri l'Italia è arrivata sesta: quartetto azzurro composto da Danesin, Caianello, Miani e Goretti ha chiuso in 6'14"63. Vittoria della Francia in 6'08"37 davanti a Stati Uniti e Germania. 

Arco – Pia Carmen Lionetti è stata eliminata nei quarti di finale della prova individuale di tiro con l’arco dei Giochi olimpici di Londra. Sul campo di gara del Lord’s Cricket Ground, l’atleta italiana ha perso per 6-2 contro la messicana Aida Roman.

Nuoto Luca Dotto si è qualificato per le semifinali dei 50 stile libero ai Giochi di Londra. L’azzurro ha chiuso al quarto posto (22“12) nella sua batteria. Eliminato Marco   Orsi (22“36), settimo nella sua serie. Matteo Rivolta chiude la sua batteria al sesto posto (52.50) e non riesce a qualificarsi nei 100 farfalla. Alessia Filippi arriva settima (2'12"40) nella sua batteria e non riesce a qualificarsi nei 200 dorso.

Beach volley – Paolo Nicolai e Daniele Lupo sono stati battuti 2-0 (26-24, 21-18 ) dalla coppia brasiliana Alison Cerutti e Emanuel Rego nel torneo olimpico di beach volley. Con questa vittoria i brasiliani chiudono in testa il Girone A mentre la coppia azzurra dovrà attendere la fine degli altri incontri per sapere se passerà direttamente alla fase successiva, nel caso venisse selezionata come migliore terza, o se debba disputare uno spareggio. Greta Cigolari e Marta Menegatti vincono contro la coppia canadese 2 a 1 concludendo il girone F a pieno punteggio.

Tiro Francesco D'Aniello e Daniele Di Spigno sono stati eliminati nelle qualificazioni del double trap di tiro a volo. D'Aniello, argento a Pechino, ha chiuso all'ottavo posto con 136 piattelli abbattuti, uno solo in meno di quelli necessari per la qualificazione. Di Spigno ha chiuso al 16esimo posto con 131.

 

 

 

Londra 2012

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