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Il ruggito del ministro

Governo, Boschi: "La Barracciu non si tocca"

Governo, Boschi: "La Barracciu non si tocca"

Il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi comincia a mostrare gli artigli. La renziana va in Aula dopo il caso Gentile e cerca di difendere la sottosegretaria Francesca Barracciu, finita nelle polemiche perchè indagata in Sardegna per i rimborsi regionali. Insomma da più parti, anche da sinistra per bocca della Bindi, si chiedono le dimissioni della Barracciu soprattutto dopo il passo indietro dell'alfaniano Gentile per le sue presunte pressioni al direttore de "L'ora della Calabria". E così la Boschi risponde in un question time infuocato a chi chiede le dimissioni della sottosegretaria come hanno fatto i Cinque Stelle.

Barracciu a casa - "L'ex consigliere regionale del Pd Francesca Barracciu, unica rappresentate della Sardegna nell’attuale governo, risulta iscritta nel registro degli indagati per peculato nell’ambito dell’inchiesta della procura di Cagliari sulle cosiddette 'spese pazzè dei consiglieri ed ex consiglieri regionali della Sardegna", segnalano i firmatari dell’interrogazione ricordando come l’europarlamentare, benchè vincitrice delle primarie per la presidenza della Regione in Sardegna, a fine dicembre abbia deciso di ritirare la propria candidatura e lasciato il posto a Francesco Pigliaru, che il 16 febbraio scorso ha vinto le elezioni regionali. "Il neo presidente della Regione si è distinto per aver precisato, all’indomani della sua elezione e con riguardo alla formazione della nuova giunta regionale, che gli indagati non vi avrebbero trovato posto. Questo criterio di tutela dell’integrità e della dignità delle istituzioni regionali", sostengono i deputati M5S, "non può non trovare applicazione, a maggior ragione nella scelta dei componenti del governo".

La Boschi blinda la Barracciu - La Boschi non vuole sentir parlare di dimissioni: "Il sottosegretario Barracciu "potrà dare un contributo al governo di questo Paese" e l’esecutivo "non ha intenzione chiedere dimissioni di ministri o sottosegretari sulla base di un avviso di garanzia", perchè ciò rispetta "il principio fondamentale della presunzione di innocenza". Per Gentile e la Barracciu probabilmente saranno usati due pesi e due misure. La Boschi però comincia prendersi il palcoscenico del governo. E così dice la sua sulla battaglia per l'Italicum minacciando anche il dem Lauricella colpevole di aver presentato un emendamento che cerca di accorpare la riforma del Senato e quella della legge elettorale per allungare la vita alla legislatura. Il Pd ieri ha comunicato che con l'intesa sull'Italicum dimezzato i dem ritireranno tutti gli emendamenti.

L'avvertimento - Così la Boschi avvisa Lauricella: "Se il deputato Lauricella non ritira, come prevede l’accordo oggi in assemblea del gruppo, il suo emendamento" che lega l’Italicum alla riforma del Senato, "è una sua scelta. Vuol dire che va in difformità rispetto alle decisioni del gruppo ed io, in quel caso, rimetterò la questione al capogruppo Speranza che prenderà una decisione. C'è un accordo politico e Lauricella può stare tranquillo, il suo emendamento è già superato dall’accordo". 

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Commenti all'articolo

  • cheope

    06 Marzo 2014 - 11:11

    DITTATURA Non siamo più in una repubblica, ma in una dittatura....di sinistra!

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  • lucia elena

    06 Marzo 2014 - 10:10

    Se sei del pd puoi fare quello che vuoi, se appartieni ad altra coalizione che non sia di sinistra no. Ma quando mai si deve condannare una persona prima di una sentenza ? Solo in Italia esiste una giustizia che definerei della giungla. Personalmente non sono affatto innocentista per cui direi alla Bindi di chiudere la bocca che non sa fare altro che chiedere passi indietro o dimissioni.Lucia E.

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  • arwen

    06 Marzo 2014 - 10:10

    Oilà, nessun compagno che ci venga a fare la morale? Ma come, compagni, non avete nulla da dire? Non eravate voi che volevate pulire il parlamento dai corrotti? Bastava anche solo la presunzione di un avviso di garanzia per dar vita a processi mediatici, condanne morali e sproloqui sulle virtù civiche, ora invece no, occorre essere garantisti. Ecco la miserabile fine dei moralisti a giorni alterni

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  • riccardojori

    06 Marzo 2014 - 10:10

    Per prima cosa il P.D. non è un partito di sinistra,secondo,andando con la destra si impara a destreggiare.

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