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Misura dettata dalla spending review

Il sito del ministero fa flop
Un percorso a ostacoli
l'iscrizione online a scuola

Pagina poco chiara e portale pressochè bloccato per troppi accessi. Una bufala la "rivoluzione tecnologica" del ministro Profumo

L'iter è obbligatorio, ma il 50% delle famiglie italiane non ha il personal computer in casa
Il sito del ministero fa flop
Un percorso a ostacoli
l'iscrizione online a scuola

di Chiara Pellegrini

L’iscrizione scolastica on line inizia nel peggiore dei modi. Per tutta la giornata di ieri il sito del ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Miur) ha lavorato a singhiozzo. Da quest’anno infatti, in base alla legge n.135/2012, la spending review tanto per capirci, per i bambini della prima elementare, come per gli irsuti ragazzi dei licei, l’iscrizione digitale è diventata obbligatoria. 

E così ieri, primo giorno utile per presentare le richieste, mamma e papà, e in alcuni casi gli studenti stessi, si sono messi davanti al pc per compilare i moduli che una volta venivano consegnati in segreteria.  Si sono seduti, hanno acceso il pc, entrati nella homepage del Miur, hanno provato a cliccare sul banner «Iscrizioni on line: Entra in quest’area per compilare ed inoltrare il modulo di iscrizione». E...lì sono rimasti o quasi. 

Già dalle 11, la pagina di accesso è rimasta pressoché bloccata. Nel migliore dei casi si è aperta lentamente. La maggior parte degli utenti non è riuscita a proseguire. Altri utenti hanno lamentato anche una scarsa chiarezza della homepage. Mamma e papà, dopo aver dato colpa alla connessione internet, al wireless lento, alle condizioni avverse del meteo e alla giornata storta, si sono accorti della realtà: il sito del ministero era in panne. Doveva essere una «rivoluzione», almeno nelle parole del ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, ed invece si è rivelata, almeno per il momento una bufala.

Da viale Trastevere a Roma, sede del ministero dell’Istruzione, minimizzano.  Secondo il Miur «la macchina organizzativa sta funzionando al meglio e senza particolari problemi». Tuttavia «sporadici rallentamenti nel funzionamento del sito sono stati inevitabili durante la mattinata in seguito ai numerosi contatti». La colpa sarebbe stata di quelli «che hanno voluto fa la corsa a li mejo posti», insomma, per far comprendere anche chi legge al di là del Tevere, di coloro che si sono precipitati a fare le iscrizioni on line.  Alle 10 del mattino erano 40mila i genitori incollati al pc, il doppio della tolleranza massima dicono dal dicastero. «Non c’è alcuna ragione, perché non si acquista alcuna priorità», ha detto  Giovanni Biondi, capo dipartimento del Miur, durante un’intervista a Radio24, «Questa corsa è difficile da comprendere».  

Stando ai dati del ministero appena mezz’ora dopo l’apertura dei termini le domande inviate sono state 1.226, alle 7 si è saliti a 1.376 e il picco è stato registrato alle 12 con 4.300 domande. Delle 13.002 richieste pervenute nel complesso alle 13, 7.594 sono state inoltrate alle scuole, mentre le altre sono state compilate ma tenute in sospeso dai genitori ancora indecisi.  Chissà però se alla voce “in sospeso” sono state considerate anche quelle domande rimaste “impallate” nel web. 

Il sistema di iscrizione on line nasconderebbe anche altre falle. A lanciare l’allarme è l’Anorc, Associazione nazionale per  operatori e responsabili della conservazione digitale dei documenti, che sostiene come questa innovazione non sarà un percorso   privo di ostacoli. Stando all’Anorc il sistema «non fornisce adeguate garanzie   circa la validità della conservazione dei documenti digitali relativi  né della corretta gestione di informazioni sensibili che sono   contenute in questi documenti».

Secondo l’Anorc  appare inverosimile «che tutte le  istituzioni scolastiche coinvolte sul territorio nazionale siano dotate delle   necessarie risorse economiche per predisporre un sistema di   conservazione a norma per i documenti informatici delle iscrizioni   degli alunni». In poche parole alcuni contenuti sensibili, «per esempio per   gli alunni affetti da handicap o patologie, o ancora inerenti la   scelta di avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica», potrebbero essere a rischio privacy.

La procedura on line rimarrà  aperta fino al 28 febbraio e sarà possibile operare 24 ore su 24, tutti i giorni.  Per tutti tranne, stando agli ultimi dati Istat del 2011, per quel 56% di famiglie italiane che non è in possesso di un personal computer.  Secondo il Codacons «significa creare difficoltà al 40-50% delle famiglie». Ma per il ministero, a fronte di circa 1.700.000 studenti coinvolti, il risparmio è di circa 5 milioni di fogli di carta e 84.000 ore di lavoro delle segreterie scolastiche, che in teoria non dovranno piú inserire a mano i dati dai moduli cartacei.  

Non tutto è perduto. Basterà dire che non si dispone di un collegamento internet o che non si è proprio degli internauti  per salvarsi dalla temibile procedura on line.  Il ministero infatti ha previsto che le scuole, sia di provenienza sia di destinazione, offrano un servizio di tutoraggio per coloro che non dispongono del collegamento internet o che hanno poca dimestichezza con la tecnologia.

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