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Le parole del cardinale Erdo

Il Sinodo dei vescovi: "La Chiesa deve aprire ai divorziati che si risposano"

Il Sinodo dei vescovi: "La Chiesa deve aprire ai divorziati che si risposano"

Il relatore generale del Sinodo dei Vescovi, il cardinale Pèter Erdo, apre la Chiesa ai divorziati risposati. "Appartengono alla Chiesa e hanno non solo il bisogno, ma anche il diritto di essere accompagnati dai loro pastori". Il sacerdote ungherese lo ha annunciato oggi nella relazione sui lavori per la pastorale familiare.

Troppa burocrazia - "E' evidente - ha sottolineato il cardinale Erdo - il calo dei matrimoni, religiosi e civili: è il sintomo di una società ormai appesantita da formalismi e burocrazia. E' un segno di povertà e di debolezza dell'individuo di fronte alle strutture burocratiche, ma è in questo contesto che dobbiamo annunciare il Vangelo della famiglia". I divorziati risposati sono quindi invitati ad ascoltare il Vangelo, a partecipare alla vita della Chiesa e a prendere parte agli atti di carità. "E' necessario - ha inoltre aggiunto Erdo - che in ogni parrocchia sia presente un sacerdote che possa consigliare le persone sulla validità del loro matrimonio: molti sposi non conoscono i criteri in base ai quali un matrimonio sia ritenuto valido o no".

L'Eucaristia - In ballo la possibilità, per i coniugi già divorziati, di ricevere l'Eucaristia. "Al termine del matrimonio deve esserci un dialogo pastorale sulle cause del fallimento delle nozze, nel nome della serietà e della ricerca della verità: tutto ciò potrà consentire il ritorno alla Comunione". Ma in diversi sono contrari: tra di loro Gerhard Ludwig Muller, prefetto della Congregazione per la dottrina della Fede, e il nostro Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna e importante teologo.

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Commenti all'articolo

  • garritano.felicita

    09 Ottobre 2014 - 18:06

    ebbene di questo passo avremo anche ".....dal Vangelo secondo i progressisti". Aiutooooo!

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  • oooooo

    oooooo

    07 Ottobre 2014 - 05:05

    Questa retromarcia che consentirà la comunione ai divorziati mi ricorda Montanelli e la sua "Storia d'Italia" . A fine '800 il Papa promulgò il Dogma " Non Expedit" poi si accorse che i cattolici venivano esclusi dal parlamento. La scusa per evitare ciò fu che " Non sarebbero Deputati Cattolici ma Cattolici Deputati". Che sottigliezza Bizantina !

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  • ulanbator10

    06 Ottobre 2014 - 19:07

    Il Papa ha fatto tre conti.I Divorziati ed i non sposati che convivono , rappresentano piu' del 50% dei fedeli. Val ben la pena una nuova interpretazione delle sacre scritture per recuperare nuova linfa in cronica diminuzione (denaro). Però mi sorge il dubbio che questa spregiudicatezza comportera' piu' defezioni che accoliti. Anche se sia chiaro l'incasso si fa con i migranti(40 euro al giorno)

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  • blues188

    06 Ottobre 2014 - 19:07

    'Ciò che Dio ha unito l'uomo non separi'. Bergoglio e i vescovi non lo sanno?

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