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Disperazione e follia

Padova, imprenditore spara al direttore di banca

L'agguato in provincia di Padova. L'istituto non concede credito, lui perde la testa, fa irruzione e spara al titolare: ora versa in gravi condizioni

Il governatore del Veneto, Luca Zaia: "Un gesto da condannare, ma anche un segno di disperazione di una guerra tra poveri"

La disperazione che porta alla follia. Un uomo, intorno alle 10.30 di lunedì 11 febbraio, è entrato nella sede centrale della Banca di Credito Cooperativo a Campodarsego ha aperto il fuoco contro il direttore, Pier Luigi Gambarotto. L'uomo, ferito in modo grave, è vivo. Sul posto sono intervenuti i carabinieri. Ovvio lo choc dei dipendenti dell'istituto che hanno assistito all'agguato. Autore del folle gesto è stato Luciano Franceschi, imprenditore del settore alimentare e proprietario di un supermercato a Borgoricco. Lo sparatore, noto "venetista", era presidente dello "Stato Veneto Indipendente". Dietro al suo gesto, si suppone, la mancata concessione di un credito da parte della banca.

La dinamica dell'agguato - Franceschi è arrivato davanti al Credito Cooperatico con la sua Panda. Dopo essere entrato si è subito diretto verso l'ufficio del direttore. Quindi è iniziata la discussione, e poi è partito un colpo di pistola: il bancario è stato colpito al torace e trasportato all'ospedale di Padova, dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico. Le condizioni dell'uomo non sarebbero gravi e non rischia la vita. L'imprenditore è stato fermato dai carabinieri e portato nella caserma di Campodarsego. Ora si trova a disposizione del gip per l'interrogatorio.

Zaia: "Segno di disperazione" - "E' un gesto da condannare - ha commentato il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia -, ma anche un segno di disperazione che una volta di più mostra una guerra tra poveri. E' un segno della disperazione - ha aggiunto - esaltata dalla crisi e dalle difficoltà di vedere una luce in fondo al tunnel. Gli atti di violenza, comunque, vanno condannati". Zaia ha poi aggiunto che "proprio la disperazione è un minimo comune denominatore con i suicidi degli imprenditori. Continuiamo a lavorare sulle politiche si sostegno alle imprese e dell'occupazione. La protesta ci sia - ha concluso -, sia forte e vigorosa, ma non deve passare agli insulti, alle mani, alle armi".  

Campodarsego, Padova, Veneto, Italia

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Commenti all'articolo

  • Peo

    12 Febbraio 2013 - 10:10

    Altri giornali non parlavano di un prestito negato, ma della richiesta della banca di un rientro del credito. E la cosa è MOLTO diversa. Ho letto un commento fulminante che qui ripropongo: "E' come se il lattaio ti dà un pezzo di formaggio e dopo che lo hai mangiato lo pretende indietro". Non so se mi spiego...

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  • sardapiemontese

    11 Febbraio 2013 - 19:07

    banche, monti, merkel e tutti quelli che ci tengono per il collo.....la guerra è appena iniziata e l'avete voluta voi....

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  • Caronti Massimo

    11 Febbraio 2013 - 18:06

    Purtroppo oramai si è giunti alla giusta mistificazione del muro di gomma a cui ci si imbatte per far fronte agli impegni che uno stato incoerente ci mette ogni giorno con leggi strampalate che non lasciano scampo. Pensate solo alla tassa iniqua per possesso di un televisore.Se voi leggete il regolamento capite il paese dove sopravviviamo.

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  • Oscar1954

    11 Febbraio 2013 - 17:05

    Doveva andare a Roma a sparare a quei farabutti e incapaci che ci hanno messo in questa drammatica situazione.

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