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Comunicazione in ufficio. Come si scrive una mail corretta?

I rapporti con i colleghi e i sottoposti dipendono sempre di più dalle comunicazioni via computer. Ecco gli errori da evitare

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Comunicazione in ufficio. Come si scrive una mail corretta?

Come si scrive una mail corretta? Relazionarsi con i colleghi e con i clienti non è mai facile, soprattutto quando la comunicazione avviene tramite un computer. È successo a tutti di abbozzare una mail velocemente, magari sotto stress, e di accorgersi solo dopo l'invio di aver scritto qualcosa che avremmo dovuto (e potuto) evitare. 

Frasi scortesi nelle comunicazioni via mail - Questo è il tema dello studio La scortesia linguistica nelle e-mail di lavoro, pubblicato dall'Università degli Studi di Torino, che spiega come un capo non dovrebbe mai rivolgersi a un collaboratore; da "non so se hai capito che qui tira una brutta aria" a "è evidente dal tuo lavoro che avevi fretta", la ricerca analizza i comportamenti e gli equivoci che nascono da una mail scritta velocemente e senza pensare alle conseguenze che potrebbe provocare. I dati prodotti sono incredibili; il 40% delle mail inviate è scortese, di cui circa il 27% sono critiche e lamentele taglienti e il 13% riportano atteggiamenti di superiorità. Seguono in percentuali minori insulti, minacce e domande sgradevoli.

Bisogna prestare più attenzione a come si scrive - Ma non sono solo questi i fattori che determinano un errore nelle comunicazioni di lavoro; tra i comportamenti da evitare ci sono anche l'invio di mail con il campo dell'oggetto vuoto, invertire l'ordine dei destinatari e mettere i più importanti in coda, sminuire il lavoro del destinatario usare le maiuscole per sottolineare qualcosa. La scarsa attenzione e la fretta possono provocare fraintendimenti e tensioni che non giovano certo all'ambiente di lavoro. La soluzione? Mostrare empatia con il collaboratore e dire le stesse cose in modo gentile, o almeno neutro. Il risultato sarà sicuramente migliore. 

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Commenti all'articolo

  • biasini

    03 Maggio 2014 - 17:05

    Se uno è, diciamo così, una testa di minchia, perché mai non dovrei dirglielo? Se sono il suo capo ho il dovere di farlo!.

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