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Atterraggio d'emergenza

Dirottamento aereo, panico a bordo di un volo decollato da Addis Abeba e diretto a Roma

Il dirottatore è il co- pilota, un cittadino etiope di 31 anni. A bordo, 140 persone di nazionalità italiana. Incolumi tutti i passeggeri

Dirottamento aereo, panico a bordo di un volo decollato da Addis Abeba e diretto a Roma
Panico a bordo del volo ET702 decollato da Addis Abeba e diretto a Roma. L'aereo avrebbe dovuto raggiungere lo scalo di Fiumicino alle 4.40 di questa mattina, lunedì 17 febbraio, ma è stato dirottato dal copilota. L'uomo, un cittadino etiope di 31 anni, si è impossessato del velivolo chiudendo fuori dalla cabina il conducente (che si era allontanato per andare in bagno). Il boeing della Ethiopian Airlines è stato intercettato da due caccia dell’Aeronautica militare italiana in corrispondenza della Sicilia. Prima di atterrare a Ginevra, il velivolo ha sorvolato a lungo i cieli della città svizzera. I 193 passeggeri, tra cui 140 italiani, sono tutti incolumi. Il dirottatore, che voleva ottenere asilo politico in Svizzera, è stato fermato dalla polizia e ora rischia fino a vent'anni di carcere. 


La testimonianza - Diego Gardelli, che era a bordo del volo, ha raccontato la sua esperienza a Libero. "Erano passate due ore dal decollo quando, improvvisamente, sono calate le bombole d'ossigeno e le mascherine. Nessuno di noi ha capito cosa stesse accadendo e le hostess ci hanno detto che si trattava di un'avaria risolvibile. L'aereo, a quel punto, ha cominciato ad assumere un andamento decisamente irregolare. Abbiamo avuto l'impressione di precipitare e molti passeggeri si sono sentiti male. Accanto a me c'erano i miei figli, due gemelli di 4 anni. Per non farli spaventare, ho raccontato loro che si trattava di un gioco. Ho fatto un po' come Benigni nel film Vita è bella. I momenti più difficili li abbiamo vissuti quando il velivolo ha raggiunto Ginevra. Non avevamo idea di dove fossimo e abbiamo cominciato a pretendere spiegazioni più precise dall'equipaggio. Col senno di poi penso che sia stato un miracolo se nessuno ha perso la testa". 
di Serena Cirini

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