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Petizione nel quartiere contro il progetto

Milano, palestra al posto di parco Argelati. Il Comune l'ha regalato alla multinazionale

La concessione per i nuovi impianti di via Argelati durerà sessant'anni. E i costruttori non pagheranno un centesimo

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Milano, palestra al posto di parco Argelati. Il Comune l'ha regalato alla multinazionale

L'unica cosa certa nella questione dei giardini in zona 6, conosciuti come parco Argelati, è che le precedenti amministrazioni comunali diedero in concessione, totalmente gratuita, il diritto di superficie di uno spazio di 11.700 metri quadri circa alle società sportive Polisportiva Barvalle, Ambrosiana Calcetto e G. Olimpia Sport. Ad oggi, le carte in regola per l’edificazione di un vero e proprio palazzetto multipiano ci sono tutte, e ora tra le mura di Palazzo Marino si apre uno scenario per cui è richiesto un intervento immediato da parte della giunta arancione. 

A ingarbugliare ulteriormente la già lanosa situazione è il dubbio che nella convenzione stipulata ormai dieci anni fa, risalente al 2003, il Comune abbia concesso in diritto d'uso gratuito per 60 anni adibito ad attività sportive e non commerciali l'area del Giardino Pubblico Argelati ad un'associazione dilettantistica, che parrebbe svolgere il ruolo di prestanome di una multinazionale del fitness che costruirà il suo impianto sportivo a puro uso privato. Se da una parte così sono i genitori a essere arrabbiati e sicuramente non pronti a dire addio a oltre il 50% di verde della zona, considerata dai cittadini  «l’unica macchia di parco della zona in cui portare i bambini per una giornata all’aria aperta», dall’altra a ticchettare sull’orologio è la società privata che dovrebbe finanziare il progetto. Il nome, sussurrato e che non viene tuttavia confermato, è quello della Virgin, già nota sul territorio milanese e italiano per i suoi imponenti e attrezzatissimi centri sportivi. Se il Comune di Milano dovesse infatti disattendere gli accordi, firmati dalla convenzione del 5 novembre 2010, si troverebbe davanti a un ingente danno monetario che i cittadini dovrebbero riversare nelle tasche della nota catena di centri fitness/wellness. Il progetto, le cui proiezioni sono disponibili sul blog http://giardinoargelati.blogspot.it/ aperto dai genitori della zona che lottano per la salvaguardia del parco, è già stato votato nel maggio scorso dal parlamentino di zona 6 che aveva già espresso una valutazione negativa alla creazione della mastodontica opera sportiva.

L’investimento previsto di 3 milioni di euro per una serie di piscine scoperte, 300 posti auto interrati a uso di chi frequenta il centro sportivo e trasformazione della palestra in uno spazio di 3 piani con una piscina coperta, una scoperta e aree wellness/fitness fa storcere il naso a chiunque e specialmente ai genitori che vedono minata lo spazio di giardino a disposizione dei bambini della scuola di via dei Crollalanza. A sostegno del Parco Argelati i cittadini hanno chiesto entro il prossimo 25 giugno che venga indetta un’assemblea pubblica in cui verrà sottoposta alla giunta la raccolta firme indetta per la salvaguardia dello spazio di verde a un passo dai Navigli. 


di Marianna Baroli

 

 

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Commenti all'articolo

  • eureka.mi

    24 Giugno 2013 - 19:07

    In palestra a spese di Pisapia? perché togliere giardini a Milano ? Propongo un premio per l'inefficienza al sindaco di Milano, ci sta sfasciando la città. Pensi piuttosto a sistemare le strade che hanno troppi buchi.

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  • gregio52

    21 Giugno 2013 - 15:03

    Ma perchè questi sbagli o cattiva gestione non glieli fate pagare a Pisapia? Ora basta con questi stronzi che gestiscono il paese in modo poco onorevole o per meglio dire a titolo personale. Questi se ne devono andare prima di sfasciare tutto.

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  • silvano45

    21 Giugno 2013 - 13:01

    Bravissimo questo si che è riqualificazione e spero che a costruire siano le coop rosse,del resto i milanesi cosi come i romani hanno fatto una scelta di cambiamento ora tenetevi la giunta arancione e approfittate del cambiamento meno verde più cemento meno assistenza ai bambini più campi rom più occupazioni più tasse

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