Cerca

Manettari "sfortunati"

Compravendita senatori: successi mediatici e flop giudiziari del pm Woodcock

Savoiagate, vipgate, criminalità: è interminabile l'elenco delle inchieste del magistrato-dandy andate in fumo

22
Il pm Woodcock

Rinvio a giudizio immediato per Silvio Berlusconi nell'ambito dell'inchiesta sulla presunta compracendita di senatori. E' la richiesta del pm di Napoli Henry John Woodcock, che ancora una volta non resiste alla tentazione di mettere sotto indagine personaggi famosi del mondo dello spettacolo o, meglio ancora, della politica. Inchieste che poi, con puntualità quasi svizzera, finiscono per essere archiviate, non riuscendo a passare nemmeno il vaglio preliminare del gip. L'elenco dei suoi "processi sommari", arrivati ad una condanna mediatica, ma poi rivelatisi dei veri e priopri fiaschi è interminabile. Conviene però accennarne, giusto per averne un'idea. 

Tutti i flop di Woodcock - Dicembre 2003, inchiesta Vipgate: 78 persone coinvolte, a vario titolo, per favoreggiamento, estorsione, corruzione, turbativa d'appalti e millantato credito. Tra queste, Franco Marini, Nicola La Torre, Francesco Storace, Maurizio Gasparri, Umberto Vattani, Tony Renys e Anna La Rosa. Le accuse risultarono però insussistenti al vaglio del Gip, che respinse la richiesta di emissione di ordinanza di custodia cautelare avanzata dal pm potentino, motivandola anche con l'incompetenza territoriale. Gli atti furono poi trasmessi al Tribunale di Roma, che archiviò. Due anni dopo, con l'inchiesta sulla criminalità in Basilicata che provava a fare luce su presunti legami tra criminalità e politica, il pm italo-inglese fa un altro buco nell'acqua: decine di arresti, ovviamente a favore di telecamera, tra cui un consigliere comunale di Forza Italia, il diessino Antonio Luongo e Antonio Potenza dell'Udeur, la cui posizione fu poi archiviata dallo stesso pm. Per tutti gli altri, come al solito, ci ha pensato la logica: le accuse, infatti, non hanno retto alla prova del Tribunale del Riesame. Ma nel 2006 Woodcock mette in piedi un'inchiesta tanto monumentale quanto, come emergerà di li a poco, basata sul nulla. Il riferimento è al Savoiagate, l'inchiesta che mise alla sbarra niente meno che Vittorio Emanuele di Savoia con le accuse di associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione, alla corruzione, alla concussione e ad altri reati minori. Tra i coinvolti nell'inchiesta anche Salvatore Sottile, portavoce di Gianfranco Fini e il sindaco di Campione, Roberto Salmoiraghi. L'inchiesta fu poi affidata, sempre per incompetenza territoriale, alla Procura di Como, che ha chiesto per quasi tutti l'archiviazione. Il gup Roma, poi, ha poi assolto altre cinque persone "perché il fatto non sussiste", intimando allo Stato un risarcimento economico al Sindaco di Campione per l'ingiusta detenzione. 

Storace: "Se non t'indaga lui non sei nessuno" - La lista dei processi imbastiti da Woodcock  nei confronti di politici e poi falliti, come detto, potrebbe continuare e sarebbe interminabile. La storia però non sarebbe molto diversa e tratteggia un pubblico ministero autore di indagini eclatanti, spettacolari, con arresti a favore di telecamera, senza poi nessuna conseguenza penale, ma con irrimediabili e travolgenti ripercussioni sulla vita di persone 'giudicate' e distrutte nella reputazione per via televisiva, prima ancora che attraverso un regolare processo, al quale spesso non si arriva neanche. La migliore descrizione del pm Woodcock l'ha data forse, con amara e fulminante ironia, Storace: "Ormai, se non sei in un'inchiesta di Woodcock, non sei nessuno". 

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • bruno osti

    09 Maggio 2013 - 15:03

    La rete di corruzione arrivò a coinvolgere a vario titolo, oltre ai fratelli De Sio, da cui era partita l'indagine, il banchiere Claudio Calza, Vito De Filippo (vicepresidente della giunta della Regione Basilicata), i deputati Angelo Sanza (Forza Italia) e Antonio Luongo (DS), il generale dei Carabinieri Stefano Orlando. Le accuse vennero confermate il 13 giugno 2002 dal Tribunale del riesame. Il 6 maggio del 2006 nell'ambito dell'inchiesta "Somaliagate" Woodcock scopre una rete di truffatori che estorcevano denaro a imprenditori millantando rapporti con servizi segreti e organizzazioni internazionali. L'inchiesta ha portato la Polizia a 17 arresti, tra cui il faccendiere salernitano Massimo Pizza e il funzionario del SISDE Fausto Del Vecchio (in seguito allontanato dal servizio), quest'ultimo già oggetto di altre indagini. nell'aprile 2012, sul caso dei fondi che sarebbero stati deviati dal tesoriere della Lega Nord Francesco Belsito (da Wikipedia)

    Report

    Rispondi

  • bruno osti

    09 Maggio 2013 - 15:03

    Nel 2002 ottenne visibilità precedendo di pochi giorni, con la sua inchiesta, un servizio televisivo della trasmissione TV "Le Iene" sull'acquisto di patenti di guida presso la Motorizzazione Civile di Potenza. Il processo è ancora in corso, ma alcuni imputati hanno già ammesso la colpevolezza e patteggiato la pena[1]. Sempre nel 2002, ottiene due condanne per omicidio nei confronti degli assassini di un sessantasettenne. Ancora nel 2002 lavorò sull'inchiesta delle "tangenti Inail", che vedeva alcuni dirigenti dell'istituto corrotti per favorire l'assegnazione di appalti a società compiacenti. L'inchiesta, nata per caso da una piccola indagine su un illecito amministrativo minore, si concluse con 20 arresti, di cui alcuni eccellenti come il direttore generale dell'INAIL

    Report

    Rispondi

  • bruno osti

    09 Maggio 2013 - 15:03

    Appena ricevuto l'incarico a Potenza, istruì un'inchiesta su Mario Campana, allora dirigente della Cancelleria del Tribunale Fallimentare della procura stessa, accusato di vendere in proprio gli immobili derivanti da fallimenti. Alla confessione dell'imputato seguì una condanna a 20 mesi e 25 000 euro di risarcimento. Nel 2000 si occupò anche di un'inchiesta sulla dirigenza del Liceo Enrico Fermi di Potenza, che portò alla luce un'associazione a delinquere formata da insegnanti, poi condannati. Nell'ottobre una sua inchiesta portò all'arresto del presidente della Commissione Tributaria, Emanuele Casamassima, ex magistrato della Cassazione, accusato di falso in scrittura privata. Il 4 giugno del 2001, una sua inchiesta portò all'arresto del senatore Ds e sindaco di Castellaneta (TA), Rocco Loreto.

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

media