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5 Stelle

Diktat dei grillini ai giornalisti: vietato dire "grillini" e "leder"

Prove tecniche di dittatura: ecco la "velina" spedita dal Movimento a tutte le redazioni. Vogliono imporci il vocabolario

Beppe Grillo

Beppe Grillo

Prendono potere, voti, seggi e raccolgono conenso, i grillini. L'ultimo successo in Sicilia, dove le elezioni regionali li stanno premiando come primo partito. E così, i grillini, si cimentano con le prime prove tecniche di dittatura. Lo strumento è una "velina" spedita a tutte le "spettabili redazioni". Il diktat del Movimento 5 Stelle? Mai più parole come "leader" o "partito". Le dizioni le impongono loro, con l'arroganza propria del loro leader, Beppe Grillo. E così il M5S bisogna chiamarlo "forza politica" e Grillo è il megafono al nostro servizio e non il nostro leader" (una balla colossale, per inciso). Ed ecco che così gli eletti diventano "portavoce". E ancora: mai scrivere "grillini", parola che viene bollata come "scorretta e anche un po' offensiva in quanto riduttiva e verticistica" (come se un vertice - quello proto-dittatoriale costituito da Grillo e Casaleggio - nelle 5 Stelle non ci fosse...). La lista dei diktat spedita alle redazioni dall'ufficio stampa Lista civica 5 stelle Milano, sottolineano, è necessaria poiché "sempre più spesso da oggi in poi tratterete argomenti relativi al movimento guidato da Beppe Grillo". E allora bisogna scriverne e parlarne come vogliono loro: un'assoluta follia.

Ritornano le veline - L'arroganza della nota spedita dai grillini (e ora "fuciliateci" per aver detto "grillini") è notevole. Ecco un passaggio, tra gli altri: "Alla luce dell'enorme cambiamento proposto dal Movimento 5 stelle è necessario che il vocabolario di riferimento usato dai media sia coerente e corretto. Per questa ragione è indispensabile che tutti voi giornalisti, redattori, caporedattori e direttori poniate la massima attenzione ad evitare parole che non appartengono alla realtà del movimento". Quindi, a seguire, la lista delle "parole vietate" di cui vi abbiamo già dato conto. I "grillini" diffondono il verbo del loro "leader" Beppe Grillo, e il "partito" si prepara alla dittatura secondo Beppe: siamo già alle "veline"...

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Commenti all'articolo

  • Gianluca_64

    31 Ottobre 2012 - 17:05

    grillini grillini grillini !!! Scusate, ma con un leader comico , o con un comico leader se preferite, un pò di senso dell'umorismo non dovrebbe mancare ...

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  • bruno gualdi

    31 Ottobre 2012 - 16:04

    sono un elettore del M5S e sinceramente mi da fastidio sentirmi chiamare " grillino". è un appellativo appiccicato dalla stampa o da certi giornalisti. il fatto è che se ho un colloquio con una persona qualsiasi e questa mi sottolinea una sua contrarietà a essere appellata con un qualsiasi aggettivo io non uso quell'aggettivo. solo per educazione. poi ci potete chiamare grillini o come vi pare, però ribadisco è solo una questione di educazione, nulla d'altro.

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  • alexsbar

    30 Ottobre 2012 - 23:11

    Quando parlate degli altri, li chiamate "finini", "vendolini", "alfanini" e "casinini"?

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  • alexsbar

    30 Ottobre 2012 - 23:11

    Quando parlate degli altri, li chiamate "finini", "vendolini", "alfanini" e "casinini"?

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