Cerca

Il testo

Dl lavoro, intesa Pd-Ncd

Dl lavoro, intesa Pd-Ncd

Il decreto lavoro, dettato dalla Cgil, comincia prendere forma. C'è un'intesa tra Ncd e il Pd sul testo. Così il governo ha presentato otto emendamenti al senato al testo del decreto lavoro, frutto della mediazione all'interno della maggioranza rispetto al testo licenziato dalla Camera. "Lo spirito che ci ha animato - spiega la capogruppo Pd in commissione lavoro, Annamaria Parente - è stato quello di migliorare il testo normativo senza stravolgerlo. Questo per noi è il testo finale, più che definitivo. I gruppi della maggioranza non porranno altri emendamenti".

Le novità - Tra le principali novità rispetto al testo della camera spunta la sanzione amministrativa a carico delle imprese che non rispettano il tetto del 20% dei contratti a termine rispetto a quelli a tempo indeterminato, norme sull'apprendistato e novità per i progetti di ricerca sia pubblici che privati. Sono stati inoltre presentati 4 ordini del giorno, due a firma Sacconi (ncd) e due a firma Ichino (sc) di orientamento per le circolari che il governo dovrà emanare, relativi a rinnovi contrattuali, somministrazione, rapporto tra legge e contratti collettivi. Altre misure riguardano l'apprendistato - il tetto relativo alla stabilizzazione di una quota di apprendisti vale per le aziende con oltre i 50 dipendenti (nel testo passato alla Camera la quota era 30) - e lo stop del limite per i contratti a termine negli enti di ricerca. Il testo uscito dalla Camera stabilisce che "le regioni devono offrire la formazione pubblica (entro un tempo di 45 giorni), ma con la proposta di modifica presentata dal governo, spiega il sottosegretario al Lavoro, Luigi Bobba, viene "meglio precisato come deve essere configurata l'offerta della regione: si fa riferimento anche a sedi e al calendario e al fatto che ci si possa valere anche delle imprese (purché si rispettino linee guida gia stabilite da conferenza stato regioni)". 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • totareo

    03 Maggio 2014 - 11:11

    una cosa è certa fin quando i comunisti penseranno che il lavoro è un diritto costituzionale a cui debbono pensarci gli altri e loro che non hanno mai prodotto un euro di ricchezza lo normeranno senza conoscerlo avremo l'indica di disoccupazione in impennata.forse l'idea di Bossi di qualche hanno fa "ritornare alla terra" non come spot pubblicitario alla Di Pietro ma per mangiare.

    Report

    Rispondi

  • encol

    03 Maggio 2014 - 07:07

    E la "battaglia" dell'armata brancaleone di nome NCD dove è finita? Esattamente come la battaglia per la difesa della 1° casa di nome IMU poi TARES + altri appellativi demenziali.

    Report

    Rispondi

    • fonty

      fonty

      03 Maggio 2014 - 11:11

      Sì, le sentinelle delle tasse hanno bissato l'8 settembre 43 e si sono eclissate.

      Report

      Rispondi

  • Beppe.demilio

    03 Maggio 2014 - 06:06

    Possono fare leggi e regole nuove per un lavoro che non ci sarà MAI per tutti gli Italiani . A peggiorare la già grave situazione è l'invasione di immigrati . I pochi posti disponibili e quelli che inventeranno i più finiranno agli immigrati come è nelle intenzioni del governo. Perché non obbligano Fiat e altre aziende a rientrare in Italia visto che se ne sono andate con i nostri soldi?

    Report

    Rispondi

blog