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La deadline

Giorgio Napolitano: "Mandato a termine, ma resto nell'interesse del Paese"

Giorgio Napolitano

Prende la parola Giorgio Napolitano, lo fa all'annuncio dei candidati della 58esima edizione dei premi David di Donatello al Quirinale. Come ultimamente sempre più spesso accade, a Re Giorgio scappa la lacrimuccia: si commuove quando ricorda che "anche io fui tentato da cinema e teatro, poi mi sono perso per altre vie...". Ma sorvolando sulla tendenza alla lacrimuccia del Capo dello Stato, arriviamo al cuore del suo intervento. "Non potevo mancare qui - spiega -, visto il temporaneo prolungamento del mio mandato, che cerco di esercitare nei limiti del possibile fermamente e rigorosamente nell'interesse generale del Paese". Napolitano aggiunge poi che proprio l'interesse del Paese "suggerisce cambiamento e riforme in molti campi, anche in quello istituzionale", a patto però che il Paese "si liberi dagli schemi del passato puntando su uno spirito innovativo e sulla qualità della crescita". Insomma, Re Giorgio è tornato a parlare delle sue dimissioni, del suo chiacchierato passo indietro. L'inquilino del Colle, è cosa nota, non arriverà al termine del suo settennato-bis. Oggi nella sostanza ha ribadito che lascerà una volta approvate le riforme istituzionali, Italicum e riforma del Senato su tutte (due riforme per le quali, però, i tempi sembrano destinati a dilatarsi significativamente).

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Commenti all'articolo

  • numetutelare

    01 Luglio 2014 - 14:02

    Un altro che "chiagne e fotte, fotte e chiagne" dove per fottere si intende il potere... e noi paghiamo !!!

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  • carlo pinna

    carlo pinna

    20 Giugno 2014 - 11:11

    Tu resti nell'interesse dei tuoi lecchini, tu resti perchè è in atto una internazionale comunista che non ha mai mollato la presa. Shulz al tuo confronto è un ingenuo. Vi dava fastidio Gladio, ma non vi dava fastidio Cossutta, i soldi del KGB per finanziare il paese sera, mezzo di disinformazione finanziato dai criminali comunisti. Anche tu sei comunista, Giorgetto il macchiavellico, fai pena.

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  • carlo pinna

    carlo pinna

    20 Giugno 2014 - 11:11

    Chiedi scusa agli Ungheresi, chiedi scusa agli italiani e vai in pensione, dorata o no non ci interessa. Ma vattene. Sei il più odiato, più di Scalfaro. Dov'è la separazione dei poteri dello Stato? Non hai mai voluto leggi che spuntassero gli artigli al potere giudiziario, anzi il tuo partito (criminale) ha fatto in modo che questa confusione avvenisse. Vi cacceremo con tutti i mezzi dal potere.

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  • ammunition

    11 Giugno 2014 - 17:05

    ma come s e la goe il pensionato stalinista del quirinale. Gira chiacchera interviene e giudica tutto e tutti mi domando perche Renzi stabilisce in 240mila il suo stipendio, non dovrebbe avere nemmeno un euro. Ha duecento poliziottiti, vhelo proteggono (da chi?)servitori a iosa mangia e beve cosa vuole e non paga, gira scortato e pagato ma perchè dovrebbe anche essere pagato??????

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