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La mossa

Riforme, Napolitano potrebbe lasciare il Colle in autunno

Riforme, Napolitano potrebbe lasciare il Colle in autunno

Giorgio Napolitano comincia a pensare al suo addio al Colle. Da quando Re Giorgio ha accettato il suo secondo mandato (caso unico nella storia repubblicana), le voci sulla data della sua uscita di scena si sono rincorse. Il primo a fissare una scadenza è stato lo stesso Capo dello Stato che nelle sue consuete apparizioni in tv ha sottolineato più di una volta: "Quando nel il Paese avrà cominciato il suo percorso di riforme potrei anche fare un passo indietro". Insomma Napolitano aspetta che le le riforme istituzionali comincino a percorrere l'iter parlamentare per abbandonare la poltrona del Quirinale. Ma secondo alcuni rumors raccontati da Dagospia, la data dell'"abdicazione" di Re Giorgio potrebbe essere molto più vicina: imminente.

Quando può lasciare - Matteo Renzi aveva inizialmente indicato, la riforma costituzionale può essere approvata in prima lettura dal Senato entro luglio e in seconda lettura dalla Camera entro fine ottobre/metà novembre. Ed è questa la "finestra" di cui si parla insistentemente nei palazzi della politica da qualche giorno per affacciare l'ipotesi che il Presidente possa fare il passo indietro proprio durante tale periodo. Ma le motivazioni che potrebbero spingere Napolitano alla ritirata hanno radici ben più profonde della tabella di marcia delle riforme: Re Giorgio potrebbe anticipare l'addio per le tensioni col governo e soprattutto con le ministre di Renzi come la Boschi e la Madia. 

Scontro col governo - Per quanto riguarda Marianna Madia, il Colle ha riservato un trattamento di certo non di favore alla riforma della pubblica amministrazione messa in campo dal ministro. Il Quirinale non ha firmato il decreto e ha invitato il ministro e il governo ad eliminare alcuni punti che poco c'entravano con la pubblica amministrazione. "Sistemata" la Madia, Napolitano ha messo nel mirino la Boschi che, sempre secondo quanto racconta Dagospia, ha una grave mancanza di esperienza per affrontare un compito così delicato come quello della riforma del Senato. Dal Transatlantico è giunta voce di una "scena muta" da parte del ministro davanti alle richieste di alcuni senatori che volevano sapere alcuni dettagli sul nuovo testo per palazzo Madama.

La manovra d'autunno - Così Napolitano avrebbe detto ai suoi collaboratori più vicini che molto probabilmente in autunno potrebbe lasciare il Quirinale. Sul Colle potrebbe abbattersi proprio a fine anno la richiesta di una manovra correttiva da 20 miliardi. Il tutto anche per colpa del bonus Irpef da 80 euro regalato dal governo agli italiani in tempi di casse vuote e di coperture che latitano. Quando ci sarà la resa dei conti, Napolitano quasi certamente sarà ben lontano dal Colle. Forse nella sua amata Capri, o al Gambrinus di Napoli. Di certo a pagare le conseguenze delle allegre "mance" del governo saremo noi: a colpi di tasse...

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Commenti all'articolo

  • marco53

    08 Settembre 2014 - 13:01

    Vattene via, golpista comunista. Crepa!

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  • pinuantonini

    28 Giugno 2014 - 00:12

    basta lasciarlo andare senza un cent., tanto ha già straguadagnato e straguadagnato trooopppooooo, potrebbe benissimo lasciare i soldi agli italiani in difficoltàààààààà. SOLO COSI' riscatterebbe la scellerata / idiozia fatta, nominando i senatori a VITA. LUI li ha nominati, LUI LI PAGHI!!! MINIMO QUESTO DEVE AGLI ITALIANI !!!! SI accaparrerebbe pure un posto in paradiso!!

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  • antonellogreco

    27 Giugno 2014 - 22:10

    Meglio tenersi lo scudo da pres.della Repubblica...perché da senatore a vita...avvicinarlo sara' più semplice dopo la firma sugli esodati...Monti--Fornero...gente che dal 2012 a 60anni nn hanno ne lavoro ne prensione,,,da comunista mai doveva firmare quella legge,...

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  • gdibitonto

    27 Giugno 2014 - 16:04

    Un novantenne come Capo dello Stato poteva sussistere solo in Italia. Un governo con belle statuine e zero esperienza politica poteva esserci solo in Italia.

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