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La scelta

Silvio Berlusconi non sarà in piazza con Salvini e la Lega Nord a Bologna

Silvio Berlusconi non sarà in piazza con Salvini e la Lega Nord a Bologna

Si vedranno, forse si sono già visti. Aleggia sempre un velo di mistero intorno agli incontri tra Silvio Berlusconi e Matteo Salvini. A differenza del solito, però, stavolta i due leader hanno una scadenza a breve termine. Devono decidere le modalità del coinvolgimento di Forza Italia (e del suo presidente) alla manifestazione di piazza di Bologna, in programma per questo fine settimana.

La decisione tarda ad arrivare però. Perché, dicono, il Cavaliere è molto combattuto, «cambia idea di continuo». Non lo aiutano i consigli dei suoi dirigenti, altrettanto divisi sul da farsi. Ieri sera, il partito ha diramato questa nota: «Forza Italia parteciperà alla manifestazione organizzata dalla Lega Nord a Bologna con una sua delegazione istituzionale». Che significa? Senza Berlusconi? Il comunicato ufficiale sembrerebbe intendere questo, visto che Silvio non siede neanche più in Parlamento. E così lo interpretano quelli del Carroccio: «Siamo stupiti e dispiaciuti che qualcuno si sfili dalla sfida a Renzi facendosi magari tentare dai canti delle sirene del Pd. Noi andremo avanti per la nostra strada».

Lo dichiarano i capigruppo della Lega Nord Gianmarco Centinaio e Massimiliano Fedriga. Per un Cavaliere in meno, ecco un po' di camerati in più. Casa Pound, pur annunciando che non sarà in piazza a Bologna, invita Salvini a rompere gli indugi: «È arrivato il momento di imporsi come leader della coalizione, è l' unico candidato possibile e su quel palco deve salirci da solo», dice il vice presidente del movimento di ultradestra, Simone Di Stefano, a Intelligonews. E chissà che Berlusconi non lo accontenti. Salvini, nelle prossime ore, riparlerà con l'alleato ma ieri ha affermato: «Chi non ci sarà, sbaglia». Ancora però è convinto di riuscire nell' impresa di convincerlo.

Dall'altra parte il fronte del no vede schierato vertici azzurri, famiglia e manager delle aziende. «Ma chi te lo fa fare», è il mantra collettivo. I più intransigenti sono i capigruppo Paolo Romani e Renato Brunetta. Ma anche il vice presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani. Abbiamo appena fatto pace con la Merkel, è il ragionamento, non puoi essere in piazza al fianco di Salvini che chiede di uscire dall'euro.

In attesa che il Cavaliere decida se fare un bagno di folla o una doccia di moderatismo, continua a complicarsi la trattativa sulle candidature. Roma, per esempio. Dove l' ex premier si è detto pronto a una marcia indietro rispetto al sostegno offerto ad Alfio Marchini. E ciò in nome dell' unità del centrodestra. Se vuole candidarsi Giorgia Meloni, ha fatto sapere Silvio, Forza Italia la appoggerà. Altra versione quella che racconta Marchini alla radio: «Berlusconi mi ha semplicemente detto: "Siccome hai dimostrato di essere serio, di amare questa città, se fossi a Roma voterei per te".

Non ha detto nient' altro. Forza Italia è la sua casa, e faranno le loro valutazioni. Io ho rispetto per tutti». Curiosità: sono le stesse parole che Silvio pronunciò a Casalecchio del Reno ventidue anni fa. In quel caso l' endorsement fu per la candidatura di Gianfranco Fini al Campidoglio. Non che quel rapporto sia finito benissimo, a dirla tutta.

Ma se nella Capitale il giorno della scelta del candidato sembra allontanarsi, a Napoli Berlusconi può contare sulla disponibilità di Fulvio Martuscello a correre per il dopo De Magistris. E la sta valutando. Come sempre, sondaggi alla mano.

Milano? È un altro bel rebus. Ora che si è chiamato fuori anche l'ex amministratore di Eni Paolo Scaroni, sembrano risalire le quotazioni di Paolo Del Debbio. La ricerca del profilo giusto prosegue. Ma senza fretta: oggi avrebbe dovuto svolgersi a Palazzo Grazioli un nuovo vertice tra Berlusconi e i coordinatori regionali per parlare di Amministrative. Ma la riunione è saltata. Silvio riceverà, insieme a Maurizio Gasparri e a Elio Vito, i rappresentanti del comparto sicurezza-difesa, che protestano contro il governo per i rinnovi contrattuali, «insoddisfacenti», a detta degli uomini in divisa. Sarà l' occasione per mettere in chiaro che Forza Italia non sosterrà la manovra del governo Renzi, nonostante le tentazioni di qualcuno.

di Salvatore Dama

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Commenti all'articolo

  • simone.martini100

    05 Novembre 2015 - 14:02

    Ma lasciamoli per conto suo i forza italia...salvini deve andare senza forza italia...salvini deve stare con fratelli d italia e le altre destre compreso casapaund. ...stop

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  • COUNSELOR

    04 Novembre 2015 - 18:06

    Meglio Casa Pound che l'ondivago Berlusconi. Il Cav ormai è destinato a sparire dalla scena politica assieme a coloro che l'hanno tradito e a quelli di FI che lavorano per Renzi, anch'essi traditori.

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  • L'infeltrato

    04 Novembre 2015 - 17:05

    "chi non c'è, sbaglia sempre" dice Salvini. Uno che per inteso è l'europarlamentare con il maggior numero di assenze (a livello continentale) e che durante la giunta Moratti al comune di Milano risultò meno presente di Berlusconi, che si dimise alla prima seduta. Come direbbero a Varese...chapeu!!!

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  • pastello

    04 Novembre 2015 - 15:03

    In base ai sondaggi all'italiana la Lega conta solo il 15% dei voti. Ci credete? Ahahahah.

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