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Il quarto incomodo

Pd, Barca: "Ho la tessera da 3 ore, domani presento il mio documento"

La marcia del ministro tecnico alla leadership del partito pare ormai inarrestabile. Renzi, Bersani e D'Alema hanno altro a cui pensare

Pd, Barca: "Ho la tessera da 3 ore, domani presento il mio documento"

Fabrizio Barca - Coesione sociale e rapporti con il territorio

di Sebastiano Solano

Grande la confusione sotto il cielo, plumbeo, del Pd. Matteo Renzi è ormai in guerra con Pierluigi Bersani. Massimo D'Alema, che del segretario è il padre politico, lo ha ormai abbandonato al suo destino, avvicinandosi sempre più al Sindaco di Firenze che, a sua volta, l'ha rottamato alle scorse elezioni. Ognuno dei tre persegue i propri obiettivi, spesso non sovrapponibili a quelli degli altri due e, di conseguenza, adotta le proprie strategie.

Le strategie dei tre protagonisti - Renzi scalpita per andare ad elezioni, in modo tale da assumere la leadership del centrosinistra. Bersani, dal canto suo, non ci pensa nemmeno e sta provando in tutti i modi a formare un governo. D'Alema, apparentemente fuori dai giochi, non ne può più delle bizze del segretario e trama con il Pdl per un governo di larghe intese. Obiettivo minimo: far fuori Bersani. Al limite, sedere al Quirinale. A perderci, in tutto questo, oltre agli italiani, c'è il Pd, che rischia di disintegrarsi sotto i forti venti di scissione che da tempo spirano da quelle parti. 

Il quarto incomodo - Impegnati nelle loro lotte intestine, spesso per ambizioni personali, i tre sembrano disinteressati alle sorti del partito, a cui mira invece un altro personaggio, un Papa straniero: il ministro tecnico Fabrizio Barca, fresco di tessera PD. Di famiglia comunista, il padre Luciano è stato deputato e senatore del Pci nonchè direttore dell'Unità, l'ambizioso ministro del governo Monti ha le idee chiare: tentare la scalata al Partito democratico. 

Segnali inquivocabili - I segnali, sparsi qua e la, ci sono tutti. L'intervista alla tv de Il Fatto quotidiano di qualche giorno fa, dove ha annunciato al presentazione un documento sulle sue idee per il partito (previsto per domani); la marcia di avvicinamento di Sel al Pd, che dovrebbe sfociare nella confluenza del partito di Nichi Vendola in quest'ultimo e quindi uno sbilanciamento a sinistra del partito; l'intervista di oggi, giovedì 11 aprile, a Otto e mezzo, in cui ha annunciato di essersi iscritto, proprio oggi, al Pd; l'incontro annunciato oggi dal segretario della Fiom, Matteo Landini, con Barca, segno che questi è diventato un interloscutore importante per i sindacati. 

Prima le altre corse - A ciò bisogna aggiungere le voci, insistenti che lo danno in corsa per la segreteria, avallate da due quotidiani vicini al Pd come l'Unità ed Europa. Barca, insomma, è ormai lanciatissimo nella corsa al PD. Ma prima dell'annuncio ufficiale bisogna attendere i risultati di altre due corse, di certo non meno importanti: quella per la presidenza del Consiglio e quella, di certo non meno importante, per il Quirinale. Dal loro esito dipenderà il futuro del Pd. E, ovviamente, di Bersani, di Renzi e di D'alema. E di Barca.

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Commenti all'articolo

  • colombinitullo

    12 Aprile 2013 - 16:04

    Talis pater talis filius( nepotismo di sinistra come la Boldrini)e tutti ricchi.

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  • aresfin

    aresfin

    12 Aprile 2013 - 14:02

    Barca: "Ho la tessera da 3 ore".....e allora spazzati il c.... la faccia (è la stessa cosa)!

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  • arwen

    12 Aprile 2013 - 11:11

    Si è aperta la stagione di caccia al castrone emiliano, che arriva primo ma non vince. La povera bestiola corre corre corre, si agita, fa incontri, ma ormai è in trappola. Se D'alema, il suo grande elettore e burattinaio, si è mosso ciò vuol dire solo che il castrone, ormai, è buono solo per il macello! E avanti un altro. Magari uno che sembri nuovo ma che non cambi nulla perchè, come diceva Tomasi Di Lampedusa per bocca del suo personaggio: "cambiare tutto, per non cambiare nulla". E si sà che il PD il cambiamento ce l'ha nel sangue, chiedere alla Bindi per credere!

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