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Il secondo nome

Quirinale, Marini non la spunta? Viene eletto Rodotà

Paradosso Bersani: se vince l'ex Dc non farà il premier. Se invece perde diventerà presidente (bruciato dopo aver perso su tutto)

Matteo Renzi e Nichi Vendola

Matteo Renzi e Nichi Vendola

Il nome per il Colle è quello di Franco Marini. Lo conferma Pier Luigi Bersani. E il Pd, immediatamente, si spacca. Il segretario democratico si gioca tutto: per spuntarla deve ottenere l'elezione dell'ex Dc entro i primi tre turni. E l'impresa appare tutt'altro che scontata: contro il nome di Marini si sono schierati Matteo Renzi (che ha detto: "Questo è uno schiaffo agli elettori e un dispetto al Paese"), Nichi Vendola ("Marini sarebbe la fine del centrosinistra"), Marianna Madia (in rappresentanza dei veltroniani), Rosy Bindi e anche i cosiddetti "giovani turchi", negli ultimi giorni, hanno storto il naso. Insomma, l'elezione di Marini, per quanto caldeggiata anche da Silvio Berlusconi, appare tutt'altro che scontata.

L'asse Renzi-Vendola - Così se nel Pd è rivolta e se va in pezzi l'alleanza Pd-Sel, si crea l'asse Renzi-Vendola. Entrambi contrari alla candidatura di Marini sono invece favorevoli a quella del candidato del Movimento 5 stelle Stefano Rodotà. E' lui infatti il favorito se Marini non dovesse farcela entro i primi tre turni. Renzi ha detto che "è meglio lui". Nichi Vendola e i suoi lo voteranno dal primo turno. Di sicuro anche i grillini, Lega Nord, Fratelli d'Italia e alcuni "franchi tiratori" non voteranno per Marini. Alla quarta votazione allora Bersani e Berlusconi potrebbero provare a far rientrare dalla porta di servizio Giuliano Amato o Massimo D'Alema,  

I paradossi - A rendere ancor più interessante il quadro è la situazione paradossale in cui si è cacciato Pier Luigi Bersani. La prima considerazione: se già era "finito" dopo la "non-vittoria" alle elezioni, se perdesse anche la partita su Marini il tracollo sarebbe definitivo. Avrebbe perso su tutta la linea. Quindi la seconda considerazione: se invece Marini la spuntasse, Bersani non potrebbe realizzare il suo grande obiettivo, fare il premier. L'accordo col Pd sull'ex Dc, infatti, prevede che la presidenza del Consiglio venga affidata a Massimo D'Alema (Bersani, inoltre, ha sempre detto che si rifiuterebbe di governare con Berlusconi). Terza e ultima considerazione: per ambire alla presidenza del Consiglio, Bersani dovrebbe sperare nella non elezione di Marini. Gli servirebbe un Rodotà al Colle: a quel punto i canali di dialogo con Grillo si riaprirebbero, e l'incarico andrebbe a Bersani. Lo stesso Bersani che sarebbe però definitivamente bruciato per la sconfitta su Marini.

 

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Commenti all'articolo

  • KING KONG

    18 Aprile 2013 - 17:05

    è un dischio vecchio il suo, lo usavate anche per Napolitano

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  • wilegio

    wilegio

    18 Aprile 2013 - 09:09

    Ma renzi... non era di destra? Non era lui il principale nemico di vendola all'interno del pd? E adesso cosa succede? Si baciano in bocca e sono d'amore e d'accordo per eleggere un ultra-sinistro come rodotà (che il Cielo lo maledica) ma non per un equilibrato e ottimo candidato come Marini? Quando si parla di comunisti niente mi sorprende più, ma stavolta proprio non riesco a seguire i ragionamenti... sempre che di ragionamenti si tratti e non di pura e semplice caccia alla poltrona, come penso, da parte di renzi. Consiglierei alla Lega di pensarci bene prima di non-votare Marini, perchè qualunque altro sarà molto peggio di lui. E la distruzione di bersani sarebbe una soddisfazione molto misera di fronte a quel che ci aspetta dopo di lui.

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  • arwen

    18 Aprile 2013 - 09:09

    Cambiamento...il nuovo che avanza!

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  • mina2612

    18 Aprile 2013 - 09:09

    Rodotà è TROPPO comunista, non potrebbe MAI essere un presidente al di sopra delle parti.

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